"Sono l'elefante, e non ci passo...mi trascino lento il peso addosso...vivo la vergogna, e mangio da solo..e non sai che dolore sognare per chi non può mai..."
Così cantavi sempre, da 7 mesi a questa parte..da quando quella paralisi ti aveva bloccato il corpo, dalla vita in giù...da quel momento, Maria, il mondo ti crollò addosso...perdere l'uso delle gambe è stato come perdere la vita, per te..una ragazza sempre così attiva, sempre in movimento...correre, passeggiare, ballare...ogni attività era buona, l'importante era non stare mai ferma! Il dolore che provasti nel vederti privata di tutto questo, mi fa tutt'ora rabbrividire...
"Sono l'elefante, e mi nascondo..ma non c'è rifugio così profondo...io non so scappare...che pena mostrarmi così al tuo sguardo che amo e che ride di me..."
Già...quell'infame bastardo! Eri in un momento così delicato..e invece di aiutarti, di starti vicino con il suo amore, ti lasciò..proprio quando ne avevi più bisogno...Maria, io non capirò mai le persone così..sono troppo complicate e voltafaccia..e provano gusto nel fare del male...lo so, lo so che in quel momento hai maledetto la sorte che te lo aveva fatto conoscere..ma ricordi cosa mi dicesti proprio tu? Cosa mi insegnasti? "Le persone passano nella nostra vita per un preciso scopo. Tutto ha un senso."
Una farfalla tu sei...leggera e libera su me...oh, mai...non ti raggiungerò mai...mi spezzi il cuore e te ne vai..lassù...
Non so perchè sia successo. Forse preferirei non pensarci più. Forse preferirei non trovare una spiegazione. Io credo solo che tu ne avessi abbastanza di stare rinchiusa in un corpo non tuo. E che qualcuno, da lassù, ti abbia ascoltata...se era davvero quello che volevi, tornare a correre libera e leggera, io sarò felice per te, sempre..ma questo non mi impedisce di dirti che, così facendo, hai lasciato un vuoto enorme nel mio cuore, amica mia...









