Era da un po' di tempo che non ritornavo attivamente su qst forum e nn avevo visto questo post.
Vi ringrazio per averlo aperto. Già in qst modo perlomeno vi siete distinti dalla maggioranza dei media nazionali i quali hanno valutato il dramma birmano come una notizia interessante solo per una-due settimane.
Arvalin e Grufo, voi avete qualche anno più di me, aiutatemi a capire: come posso, come possiamo agire concretamente a sostegno di una tragedia consapevolmente ignorata da chi realmente possiede il potere sufficiente a tentare un cambiamento?
Sento una condizione di forte disagio, da un lato per la semplice constatazione della mia impotenza, dall'altro per il rifiuto di una realtà tanto crudele e tanto sorda ai disperati appelli di aiuto lanciati ovunque nel mondo. Sono sicuro che qst sia avvertito dai più, ma che molti, delusi e arrabbiati, finiscano per cercare di chiudere almeno gli occhi (anche se il cuore recepisce naturalmente la sofferenza altrui) perchè altrimenti vivere serenamente diventa impossibile.
Io però ho la sfortuna di essere troppo idealista e ho fatto della dottrina della non-violenza l'obbiettivo cui orientare la mia vita. Per qst motivo mi sono iscritto a Scienze Politiche, nella volontà di capire le dinamiche che muovono le attività umane e capire dove sia possibile effettuare un cambiamento deciso. Ma nn riesco a vederlo. D'altronde come fare a piegare un sistema di pensiero ed un modello di vita che fa dell'interesse l'unico culto? Quando i politici amabilmente dimostrano la loro indifferenza o i canali di informazione assecondano anch'essi le logiche del potere?
A giugno sono stato al G8 in Germania, come rappresentante della GCAP (Global Call to Action Against Poverty), e ho visto con i miei occhi l'aridità e l'ipocrisia dei luoghi della politica. Ma è possibile attuare un cambiamento senza bagnarsi nella politica?
Ho visto anche tante persone però che manifestavano e tentavano un'azione politica reale, purtroppo senza successo, a sostegno delle istanze più disastrate del globo. E pertanto mi sono chiesto e vi chiedo: qual'è il modo, se esiste, di convogliare l'attenzione delle persone comuni (tutte, chi + chi -, afflitte da bisogni contingenti) in un'ottica globale, volta a cancellare le immense ingiustizie commesse dall'uomo e fare pressione sulle elites politiche ed economiche?
Perdonate la digressione ed i riferimenti personali, ma, anche se esula un poco dall'argomento del forum, è attinente cmq al disagio percepito nelle persone che sono intervenute. Attendo di conoscere il vostro pensiero.
