Ancora scontri in Birmania: nove morti, appelli dal mondo

Riflessioni Su Temi Di Attualità

Messaggiodi grufo il 12 dic 2007, 17:56

arvalin ha scritto:L'impotenza è creata dal pensiero. Basta poco per rendersi utili, non li salverà ma è pur sempre un gesto di solidarietà a chi ha davvero bisogno di un aiuto concreto e non di sole parole.
Meglio fare poco che non fare nulla e starsene con le mani in mano.


sono d'accordo, anche il poco fatto da un singolo può diventare molto se unito a quello di tanti altri individui.... è importante non farsi manipolare e cercare di ragionare con la propria testa, non accontentarsi delle informazioni che vogliono farci vedere ma darsi da fare per cercare la verità delle situazioni. e soprattutto è importante parlare anche di cose scomode, in modo da far capire a chi ci comanda che non siamo indifferenti e che ci aspettiamo da loro delle risposte....


Dedicherò a te ogni secondo della mia vita... c'è solo un piccolo problema: "trovarti!"


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Messaggiodi Michael il 12 dic 2007, 18:49

La corretta informazione è importantissima: troppe persone non sanno o conosco una versione strumentalmente differente; a qst proposito mi colpì leggere su un quotidiano importante che la guerra civile in Darfur (trattasi in realtà nn di guerra civile, ma di genocidio) si era originato per il conflitto religioso tra un'etnia cristiana ed una musulmana intransigente. Niente di più sbagliato dal momento che la pulizia etnica tutt'ora in corso in Sudan vede protagonisti gruppi etnici di culto musulmano da ambo le parti.

Ma firmare appelli, partecipare a manifestazioni, diffondere notizie, mi sono accorto, nn è minimamente sufficiente a cambiare l'orientamento delle classi dirigenti. Qualsiasi manifestazione di dissenso o indignazione giace nell'indifferenza, anche se portatrice di una verità evidente. La domanda senza risposta che mi si ripresenta ogni giorno è come rendere forza reale le aspirazioni dei singoli verso un comune orizzonte di giustizia. Io, molto semplicemente, non accetto la realtà odierna e non accetto che le azioni di solidarietà si risolvino unicamente in una terapia del proprio senso di colpa; ma del resto non voglio nemmeno lottare contro i mulini a vento. Il fatto è che non vedo riferimenti nella politica attuale e constato che i movimenti civili che tentano di ispirare l'azione politica o agiscono autonomamente come gruppi di pressione non hanno sbocchi concreti. Pertando.. dove si colloca la strada del cambiamento?
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Messaggiodi arvalin il 13 dic 2007, 21:15

Firmare appelli o altro non è sufficiente a cambiare l'orientamento delle classi dirigenti ma è pur sempre un aiuto concreto che ognuno di noi può dare. Le classi dirigenti non cambiano idea a riguardo se non hanno degli introiti di qualsiasi tipo, sono e rimarranno al potere infiaschiandosene del popolo e dei più deboli. Noi non veniamo ascoltati e continueranno a fare i sordi benchè le cose siano palesi, ma ciò non vuol dire che se loro non ascoltano nessuno ascolta.
Non possiamo sempre aspettare che loro facciano qualcosa a riguardo, perchè ciò non avverrà mai. Il comune orizzonte di giustizia, come lo chiami tu, non esiste. Non esiste perchè ciò che è giustizia per te, potrebbe non esserlo per altri, è un'utopia.
Non accetti la realtà odierna ma purtroppo ci devi convivere. Ma la realtà odierna è piena di sfaccettature, spiacevoli e piacevoli, sta a te decidere quale scegliere.
Il discorso politico è meglio lasciarlo al di fuori di questo discorso ( il regolamento parla chiaro).
Per quanto riguarda i movimenti civili, tu credi non abbiano sbocchi ma invece ne hanno. Il loro interesse è aiutare il prossimo con ogni mezzo e nel loro piccolo ci riescono e loro sono felici così, certo lo sarebbero di più se la classe dirigente si interessasse maggiormente alle loro questioni, ma a loro, al momento, basta l'aiuto dei singoli individui che col loro buon cuore aiutano chi ha bisogno, non per sensi di colpa o altro, ma perchè lo vogliono fare.
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