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Benigni a tutto Dante

Si parla d'Arte e Letteratura, recensione di Libri e Favole

Messaggiodi arvalin il 2 feb 2007, 22:20

Travolgente, esagerato, invadente, comico, poetico, ingombrante... Non bastano gli aggettivi per descrivere Roberto Benigni, uno dei pochi italiani a cui il tempio del cinema americano abbia dovuto inchinarsi e consegnargli l’Oscar. Non pago dei successi cinematografici il folletto toscano, o meglio «il grande buffo» come lo chiamava Carmelo Bene, da luglio gira l’Italia portando nelle piazze e nei palasport il suo «TuttoDante». Due gli appuntamenti piemontesi: lunedì 5 febbraio a Torino al Mazda Palace e venerdì 9 al Palasport di Cuneo dove, inutile dirlo, c’è già il tutto esaurito per entrambi.

Benigni il sommo poeta l’aveva già letto in televisione (inchiodando al video milioni di telespettatori) e davanti agli studenti di varie università; adesso ogni piazza è un vero e proprio bagno di folla, non tutta composta da «dantisti» ma anche e soprattutto da estimatori del Benigni artista, curiosi e ansiosi di vedere che cosa combinerà questa volta il «più graffiante giullare» dei giorni nostri. Impossibile infatti spiegare in anticipo uno spettacolo del Roberto nazionale. Una sola cosa è certa: Benigni legge Dante in tutta semplicità, non usa il tono declamatorio alla Gassman, ma con il suo tono leggero riesce a fare apprezzare a tutti le parole del divin poeta.

E anche se, come gli è proprio, ogni tanto lo smitizza («Diciamo la verità: Dante era un gran trombatore, uno che la donna gli piaceva proprio molto») se ne avvicina con profondo rispetto, ne parla con la precisione dello studioso e l’entusiasmo allegro di un cantastorie, s’infiamma, agita le braccia, sorride: «Ha vissuto settecento anni fa, che sono poi dieci uomini di settant’anni in fila, uno dopo l’altro. In fondo Dante è vicinissimo a noi. Dieci persone di settant’anni: uno muore e ne nasce un altro, per dieci volte».

E poi c’è che la Divina Commedia è un’inesauribile fonte di spunti anche attuali, spunti che Benigni coglie al volo per parlare dell’oggi, dei politici, delle leggi e di tutto quello che gli passa per la testa prendendo lo spettatore per mano e portandolo in giro tra i meandri di una grande opera che non è più un pesante fardello scolastico ma un piacevole viaggio tra versi e attualità, tra grande poesia e puro divertimento, secondo quello stile che lo caratterizza da anni.

Perchè della «Divina Commedia » lui ne ha fatto una fonte di riflessione, inserita nella vita contemporanea, a cavallo tra avanspettacolo e sublime. Insomma lo spettacolo, per chi è stato fortunato e ha pensato in tempo di provvedersi del biglietto (gli altri possono ancora azzardare un disperato tentativo) come sempre quando c’è lui, si prospetta vivace e appassionante, proprio come il racconto di un’avventura, molto declamata a memoria, un po’ letta e un molto commentata, in un vorticoso alternarsi di versi e battute sull’attualità. E i politici locali si preparino, magari qualche frecciatina ci sarà anche per loro.


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