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«Asciuga le tue lacrime, asciuga le tue lacrime», canta Bono in Sunday Bloody Sunday, indimenticabile successo degli U2. Poi la sua mano esce per magia dallo schermo, si avvicina al viso degli spettatori, e con un gesto accompagna il verso successivo: «Ti asciugo io le lacrime». È questo il momento più commovente di «U2 3D», il film che permette di assistere a un concerto della band di Dublino in un modo mai sperimentato prima: all’interno di un cinema e in tre dimensioni (guarda il trailer). Da giovedì 24 il film sarà nelle sale più tecnologicamente attrezzate d’Italia: in Lombardia all’Arcadia e all’UCI, nel Triveneto al Cinecity e nelle Marche al Giometti. L’iniziativa quindi per una volta è partita dal basso, dagli esercenti: «La distribuzione ha ignorato il film e noi che da sempre amiamo il cinema e coltiviamo una certa sensibilità e curiosità per le novità, abbiamo deciso di lanciarlo in Italia - spiega il proprietario dell’Arcadia Piero Fumagalli -. Si tratta di un evento unico, è come assistere a un concerto: il fatto che sia tridimensionale dà un valore aggiunto alla proiezione che altrimenti perderebbe il 70 per cento».
VERTIGO TOUR - Il film girato da Catherine Owens e Mark Pellington («The Mothman Prophecies» al cinema e svariati videoclip, tra cui One degli U2 e poi Pearl Jam, INXS) segue varie tappe sudamericane del Vertigo Tour, e comprende alcuni dei brani che hanno reso Bono e compagni una delle band più famose del mondo: oltre a Sunday Bloody Sunday, anche Beautiful Day, Pride (In the Name of Love), Where the Streets Have No Name, With or Without You, One. Più che di visione, come si usa dire per una normale pellicola cinematografica, è il caso di parlare di esperienza immersiva: i registi hanno utilizzato macchine da presa con due obiettivi, in grado di catturare le due angolazioni leggermente sfalsate che corrispondono alla posizione degli occhi; una rivoluzione possibile grazie al digitale, che in fase di ripresa permette un aumento del numero di fotogrammi al secondo e maggiore stabilità oltre che maggiore fluidità dell’immagine. In sala le cose vanno ancora meglio, perché gli occhiali comandati elettronicamente, oscurano alternativamente le lenti, creando l’illusione del 3D senza affaticare la vista o rovinare le immagini come accadeva in passato con filtri rossi e blu.
PIANI SPAZIALI - Attraverso gli 85 minuti del concerto la macchina da presa alterna i primi piani di Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr., e li contrappone su piani spaziali diversi, vola sopra la folla tambureggiante e regala spesso l’impressione di trovarsi nel mezzo della bolgia. Rispetto ad altri film tecnologicamente simili che l’hanno preceduto («I Robinson», «Beowulf»), «U2 3D» oltre ad essere il primo film 3D girato dal vivo (ma Hollywood è già sul piede di guerra e sta per arrivare una sfilza di pellicole in 3D, dai cartoon della DreamWorks ad «Avatar» di James Cameron), è quello che dà più l’idea di come potrà evolvere il linguaggio cinematografico grazie alla conquistata spazialità, con l’efficace utilizzo di immagini in sovraimpressione, tra cui le parole che riprendono quelle proiettate sui megaschermi dello stadio. Un’esperienza talmente unica da rendere incomparabile anche la fruizione: viene voglia di cantare e ballare insieme ai vicini di poltroncina.
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