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Messaggio2 giu 2008, 19:33 
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Favorevolissimo.
Preciso solo in breve un po' di cose.
La legge Merlin chiuse la case perchè "era esecrabile che lo Stato guadagnasse dalla prostituzione" (invece è magnifico che lo Stato guadagni dalle sigarette, le quali causano, solo in italia 350 mila morti all'anno. La prostituzione legale ne causa ZERO).
Sono d'accordo sul fatto di non farci guadagnare lo Stato. Come si fa? Semplicissimo. Case chiuse autogestite dalle stesse prostitute/prostituti con obbligo di assunzione di gorilloni che pestino i clienti maniaci/violenti. Con obbligo dell'uso del profilattico e controlli sanitari.
A questo si accompagni una lotta senza sconto alcuno alla prostituzione di strada e illegale in ogni senso, aiutando le persone sfruttate e non avendo pietà alcuna per chi le schiavizza.




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Messaggio2 giu 2008, 21:14 
Amico
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picca ha scritto:
Ora in che percentuale siano a e b non lo so.
Sta di fatto che riaprendo le case chiuse secondo me non si eliminerebbe la prostituzione di tipo b.


Per quello che vedo io, la prostituzione di tipo b (forzata) è strettamente legata all'immigrazione (sia extracomunitaria che comunitaria) : basta farsi un giro di sera per le strade e ascoltare le lingue parlate dalle "signorine", guardare i loro volti. L'italiano non figura. Naturale: le italiane da tempo si sono spostate in appartamento a lavorare autonomamente, non hanno parenti all'estero che possano venir minacciati, conoscono bene le leggi e la cultura dello Stato e quindi anche i loro diritti.

Quindi il tipo b si risolverebbe - o perlomeno si ridurrebbe ai minimi termini - contrastando radicalmente l'immigrazione .
Ma su questo punto tutti sorvolano per non andare contro i principi del "politically correct", che vuole immigrazione incontrollata, frontiere e controlli inesistenti, impossibilità di espulsione anche per oves et boves. Per cui la soluzione del tipo b è secondo me molto di là da venire. Quindi non farei dipendere l'abrogazione della Merlin e la riapertura dalla soluzione del tipo b, perchè se si possono organizzare controlli sanitari rigorosi e tassazione dei guadagni, non c'è motivo di aspettare.


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Messaggio2 giu 2008, 21:17 
Amico
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PAPERINO ha scritto:
Sono d'accordo sul fatto di non farci guadagnare lo Stato.


Perchè, Paperino ?
A mio parere, anzi, è preferibile tassare attività "discutibili" che comunque arricchiscono chi le fa, piuttosto che attività inappuntabili eticamente e magari anche molto dure e faticose.


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Messaggio2 giu 2008, 22:36 
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Nattfödd ha scritto:
Quindi il tipo b si risolverebbe - o perlomeno si ridurrebbe ai minimi termini - contrastando radicalmente l'immigrazione .
Ma su questo punto tutti sorvolano per non andare contro i principi del "politically correct", che vuole immigrazione incontrollata, frontiere e controlli inesistenti, impossibilità di espulsione anche per oves et boves. Per cui la soluzione del tipo b è secondo me molto di là da venire.


Secondo me dovrebbe essere il primo punto da affontare prima di passare alla riapertura delle case in quanto se si "elimina la prostituzione" correlata allo sfruttamento delle donne extracomunitarie le strade "si svuoterebbero", anche perchè le italiane o comunque quelle di tipo a, di certo non battono in strada, se possono organizzano tramite messaggi inserzionistici pubblicati in internet, giornali e similari e ricevono "su appuntamento".

Poi pensando all'idea di bordello di per se la considererei come una struttura "privata" e non gestita dallo stato.


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Messaggio3 giu 2008, 1:32 
Super Amico
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picca ha scritto:
Nattfödd ha scritto:
Quindi il tipo b si risolverebbe - o perlomeno si ridurrebbe ai minimi termini - contrastando radicalmente l'immigrazione .
Ma su questo punto tutti sorvolano per non andare contro i principi del "politically correct", che vuole immigrazione incontrollata, frontiere e controlli inesistenti, impossibilità di espulsione anche per oves et boves. Per cui la soluzione del tipo b è secondo me molto di là da venire.


Secondo me dovrebbe essere il primo punto da affontare prima di passare alla riapertura delle case in quanto se si "elimina la prostituzione" correlata allo sfruttamento delle donne extracomunitarie le strade "si svuoterebbero", anche perchè le italiane o comunque quelle di tipo a, di certo non battono in strada, se possono organizzano tramite messaggi inserzionistici pubblicati in internet, giornali e similari e ricevono "su appuntamento".

Poi pensando all'idea di bordello di per se la considererei come una struttura "privata" e non gestita dallo stato.

Sì, privata e soprattutto non pubblicizzata, se non in modi estremamente indiretti, ovvero che non possano essere eliminati senza togliere libertà di stampa.

Perchè se è vero che non si può eliminare la prostituzione, è anche vero che farne una propaganda o peggio una questione "di stato" rappresenti secondo me un vero e proprio imbarbarimento di uno stato civile.
Chi ha mai parlato del fatto che si possa eliminare la prostituzione? :wink: Se per questo nemmeno ladri ed assassini sembra che possano essere eliminati a breve :lol:, non per questo furto ed omicidio devono essere meno fermamente condannate e contrastate dalla società :wink:. Nella prostituzione il confine tra lecito e illecito, tra scelta consapevole e costrizione è molto sottile secondo me. Come qualsiasi atto che svilisce, mercifica, degrada l'essere umano, la prostituzione è un atto automortificante che una persona compie su di sè. Anche se questa persona potrebbe provarne persino piacere o essere appagata (se esiste il masochismo...), ciò non toglie che l'atto sia autodegradante, anche se consapevole. Se io chiedessi ad un'altra persona "Fammi diventare un tuo schiavo" e questa mi mettesse a lavorare 20 ore al giorno senza pagarmi, la cosa non sarebbe meno condannabile solo perchè sono stato io a chiederglielo. Cosa mi ha spinto? La disperazione? La malattia mentale? Il masochismo? Chi lo può dire? Fatto stà che la persona che mi sfrutta e che asseconda il mio desiderio compie un atto SBAGLIATO IN SE'. Dovrebbe dirmi "No, non posso farlo, non è giusto". Chiaro?
Chi se la sente di dire che una prostituta non svilisce il suo valore di donna? Sentiamo :wink: (...e io rispetto tantissimo chi fa la prostituta magari per aiutare qualche persona cara, non fraintendetemi...ma se fosse per me INVECE DI SPENDERE SOLDI PER APRIRE I BORDELLI E PER REGOLARIZZARE QUELLE POVERETTE LI SPENDEREI PER TROVARGLI UN LAVORO SANO, PULITO E REGOLARE, E QUA STO PURE PER INCAXXARMI QUASI :wink:.

Insomma, dal momento che la prostituzione (come anche il degrado della persona) non possono essere eliminate (PURTROPPO), per quale motivo lo stato dovrebbe permettere strutture adibite ad atti degradanti e degradati? O permettere a privati di esercitare e pubblicizzare una professione che mercifica e svilisce l'essere umano?


ALMENO ABBIATE IL CORAGGIO DI DIRE CHE LA PROSTITUZIONE E' UNA COSA SANA E LECITA, SIA PER CHI LA ESERCITA CHE PER CHI NE GODE I FAVORI.

Non condividerei, ma troverei la cosa più coerente. Invece di mascherarsi dietro un buonismo di facciata, che condanna la prostituzione ma che si fa portavoce di una società che permette e regolarizza attività squallide e degradanti, in nome di non so quale "salute pubblica" fatta di preservativi e analisi del sangue. Ma per favore.

Qualsiasi attività anche poco dignitosa va tassata? perchè allora non rimpiunguare le casse dello stato con i soldi di racket, estorsione, spaccio di droga? Anche quelli fanno i soldi, e non vedo perchè non dovrebbero pagare le tasse. E non vedo perchè lo stato dove vivo non dovrebbe usare soldi sporchi per gestire le questioni pubbliche. Ma per favore.


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Messaggio3 giu 2008, 2:02 
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Cita:
Nella prostituzione il confine tra scelta consapevole e costrizione è molto sottile secondo me


Secondo me invece il confine tra scelta e costrizione è molto netto e percipibile: se nessuno ti picchia, ti minaccia, ti sequestra, ti ricatta etc... allora si tratta di libera scelta.

Che poi sia un fenomeno che degrada, svilisce, mercifica, è vero, ma entro certi limiti. Per me è molto più degradata una donna che dà favori sessuali per fare carriera, et similia. Oppure, è più sottilmente mercificata una "donna normale" che però cerca partner danarosi per poterne sfruttare la ricchezza: quelle che si innamorano non delle persone, ma dei.. conti in banca.

Tutta la nostra società, fondata sul culto del profitto e dell'arricchimento, sul possesso materiale, è mercificante e degradata, se è per questo.

Al contrario, penso che in certi casi la prostituta libera e sincera possa essere più onesta e rispettabile di molte delle donne a cui ho accennato.

In ogni caso, degradante o no, la questione attiene più alle valutazioni morali che a quelle giuridiche.
Per essere lecita, lo è già, visto che in Italia è reato lo sfruttamento, non l'esercizio.
"Sana"... dipende dai punti di vista: sul piano sanitario, se ci fossero controlli rigorosi e sistematici, sicuramente sarebbe più sana di adesso.

Cita:
Qualsiasi attività anche poco dignitosa va tassata?


No, vanno tassate le attività che generano ricchezza, a prescindere se siano dignitose o no.
Qualcuno mi spiega perchè uno che percepisce 10 €/ora deve pagare le tasse fino all'ultimo centesimo, e una che ne guadagna il decuplo, no ? É noto che non di rado le prostitute che si ritirano dall'attività investono i guadagni in immobili, terreni, automobili di lusso, etc...
Non è più degradante ed ingiusto questo, rispetto ad un cittadino modello che fatica a fronteggiare la vita quotidiana ?

Cita:
perchè allora non rimpiunguare le casse dello stato con i soldi di racket, estorsione, spaccio di droga?


Paragoni totalmente infondati che non stanno in piedi.


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Messaggio3 giu 2008, 11:24 
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Nattfödd ha scritto:
Cita:
Nella prostituzione il confine tra scelta consapevole e costrizione è molto sottile secondo me


Secondo me invece il confine tra scelta e costrizione è molto netto e percipibile: se nessuno ti picchia, ti minaccia, ti sequestra, ti ricatta etc... allora si tratta di libera scelta.

Che poi sia un fenomeno che degrada, svilisce, mercifica, è vero, ma entro certi limiti. Per me è molto più degradata una donna che dà favori sessuali per fare carriera, et similia. Oppure, è più sottilmente mercificata una "donna normale" che però cerca partner danarosi per poterne sfruttare la ricchezza: quelle che si innamorano non delle persone, ma dei.. conti in banca.

Tutta la nostra società, fondata sul culto del profitto e dell'arricchimento, sul possesso materiale, è mercificante e degradata, se è per questo.

Al contrario, penso che in certi casi la prostituta libera e sincera possa essere più onesta e rispettabile di molte delle donne a cui ho accennato.

In ogni caso, degradante o no, la questione attiene più alle valutazioni morali che a quelle giuridiche.
Per essere lecita, lo è già, visto che in Italia è reato lo sfruttamento, non l'esercizio.
"Sana"... dipende dai punti di vista: sul piano sanitario, se ci fossero controlli rigorosi e sistematici, sicuramente sarebbe più sana di adesso.

Cita:
Qualsiasi attività anche poco dignitosa va tassata?


No, vanno tassate le attività che generano ricchezza, a prescindere se siano dignitose o no.
Qualcuno mi spiega perchè uno che percepisce 10 €/ora deve pagare le tasse fino all'ultimo centesimo, e una che ne guadagna il decuplo, no ? É noto che non di rado le prostitute che si ritirano dall'attività investono i guadagni in immobili, terreni, automobili di lusso, etc...
Non è più degradante ed ingiusto questo, rispetto ad un cittadino modello che fatica a fronteggiare la vita quotidiana ?

Cita:
perchè allora non rimpiunguare le casse dello stato con i soldi di racket, estorsione, spaccio di droga?


Paragoni totalmente infondati che non stanno in piedi.


Concordo in tutto. :si:


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Messaggio3 giu 2008, 11:55 
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Nattfödd ha scritto:
PAPERINO ha scritto:
Sono d'accordo sul fatto di non farci guadagnare lo Stato.


Perchè, Paperino ?
A mio parere, anzi, è preferibile tassare attività "discutibili" che comunque arricchiscono chi le fa, piuttosto che attività inappuntabili eticamente e magari anche molto dure e faticose.


Ma allora.........sono del parere che lo Stato è bene che non governi le cose dove ci sono questioni di tipo "etico" e la prostituzione è una di quelle. Attenzione però. Come ho detto lo Stato DEVE avere l'obbligo di controllare che tutto funzioni come deve, con Ordine e Disciplina. Se vogliamo possiamo anche dire che dev'essere lo Stato con propria Polizia a badare alla sicurezza e con le proprie strutture a effettuare i controlli sanitari, questo si. Ma non concordo molto sul fatto che lo Stato debba guadagnare i soldi del loro lavoro. Ovvio però che anche le Prostitude dovranno pagare le tasse come tutti e quindi lo Stato prenderà dette tasse, e, come lavoratrici avranno i loro diritti e i loro doveri.


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Messaggio3 giu 2008, 21:02 
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Assolutamente contrario!

Ora non voglio dilungarmi troppo perchè tante volte ho espresso il mio parere e ripetere sempre le stesse cose mi scoccia :lol: Però la prostituzione non va assecondata, ma devono essere stroncati i giri dello sfruttamento e basta. Secondo me riaprire i bordelli (come pure legalizzare le droghe leggere, altra boiata infame) è una facile metodo per lo Stato di risolvere un problema... anzi di non-risolvere un problema, o ancora meglio di nascondere una triste realtà agli occhi di quelle persone per le quali un problema non esiste se non lo vedono (della serie: chiudo gli occhi e va tutto bene).

Mille volte no alla prostituzione, legalizzata o meno!



Chi non mi ama non mi merita


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Messaggio4 giu 2008, 1:42 
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Nattfödd ha scritto:
se nessuno ti picchia, ti minaccia, ti sequestra, ti ricatta etc... allora si tratta di libera scelta.


Si tratta di scelta libera? E se invece non puoi dar da mangiare a tuo figlio? Nessuno ti sta picchiando...ma si tratta di scelta libera? :wink:

Se sei una persona disperata, senza un appiglio, senza un valore, senza un affetto...è una scelta libera?

Se sei una persona che disprezza se stessa, si tratta di una scelta libera?

Per il resto non ti rispondo, si tratta di questioni troppo concettuose e non ho voglia di affrontarle...hai sicuramente le tue ragioni. E' una questione di forma...chiedere "permesso" è diverso dal dire "spostati deficiente". Per lo stesso motivo una donna che si innamora di un uomo per il suo portafoglio è diversa da una in una vetrina che ti dice "se mi dai 40 euro ci facciamo una trombata".

Una è una donna emancipata e indipendente, l'altra è una donna senza dignità. Una sceglie di seguire i propri interessi ad ogni costo (anche se sbaglia, e io non la condivido). L'altra accetta di svilirsi diventando una schiava.

Sono proprio due cose opposte. La prima è una "vincente", anche se superficiale materiale, la seconda una perdente, mille volte perdente.

Per me, sono queste le cose che fanno la differenza, in un paese civile. Come è fondamentale chiedere "permesso" e non dire "spostati deficiente".

Una prostituta non è una donna libera, è una donna che accetta di essere schiava. Se poi vuoi dirmi che lei HA SCELTO LIBERAMENTE di non essere libera, ti rispondo che sono tutti sofismi.

Una società civile non può assecondare questo tipo di sfruttamento in alcun modo secondo me. :wink:


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Messaggio4 giu 2008, 5:14 
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Timidino ha scritto:
Secondo me riaprire i bordelli (come pure legalizzare le droghe leggere, altra boiata infame) è una facile metodo per lo Stato di risolvere un problema... anzi di non-risolvere un problema, o ancora meglio di nascondere una triste realtà agli occhi di quelle persone per le quali un problema non esiste se non lo vedono (della serie: chiudo gli occhi e va tutto bene).

Mille volte no alla prostituzione, legalizzata o meno!



Ma il problema è proprio la sua visibilità, o meglio, in altri termini, il fatto che avvenga per strada, dove lo può vedere anche chi non deve (ad es. i bambini), oltre ai corollari di ordine pubblico, colonne di auto, fracasso, schiamazzi etc...

L'altro problema è la possibile diffusione di malattie sessuali, problema che si risolve con i rigorosi controlli sanitari di cui sopra.

Se invece intendi che la prostituzione sia in sé un problema, questo mi sembra dettato da una concezione morale piuttosto oppressiva e mortificante.
Non intendo negare che i modelli di virtù siano ben altri, ma per me finché la prostituzione e le prostitute stanno al loro posto, e svolgono la loro funzione, hanno una sorta di legittimazione sociale implicita. Anch'io sarei molto più rigoroso se il fenomeno tendesse ad abbandonare il suo posto, se "pu****a" diventasse un complimento piuttosto che un insulto, se fossero elevate a modello positivo piuttosto che relegate in fondo alla scala dei valori, etc...

Un esempio famoso: il fatto che Cicciolina si sia potuta candidare alle elezioni ed il fatto che sia potuta entrare nel Parlamento italiano, per me è stato estremamente scandaloso.
Non è invece scandaloso che una t**ia faccia la t**ia. Semplice e lineare.


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Messaggio4 giu 2008, 5:35 
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dlc80 ha scritto:
E se invece non puoi dar da mangiare a tuo figlio?


Ci sono tantissimi lavori che si possono fare prima di prendere in considerazione il darla a pagamento. Ma a volte sono lavori più duri e faticosi dell'aprire le gambe. Ad es: il cameriere, la [code]lavapiatti, lo spazzino, il minatore, la stiratrice, il mungitore di vacche, l'operaio di fonderia... tutti quei lavori per cui adesso sembra necessario importare manodopera straniera... ora, se c'è tutto questo bisogno, possibile che una prima di mollarla non trovi altre strade ?
E poi, si può sempre emigrare.


Cita:
Se sei una persona disperata, senza un appiglio, senza un valore, senza un affetto...è una scelta libera?



Sì, è una libera scelta. Essere disperati o senza valori non è una costrizione, si può agire diversamente e riprogettare la propria vita, aderire a dei valori o crearseli, se uno non lo fa, è una libera scelta.


Cita:
Se sei una persona che disprezza se stessa, si tratta di una scelta libera?


Sì, ovvio. Il disprezzo non è una azione involontaria, come il battito cardiaco.



Cita:
Una è una donna emancipata e indipendente, l'altra è una donna senza dignità. Una sceglie di seguire i propri interessi ad ogni costo (anche se sbaglia, e io non la condivido). L'altra accetta di svilirsi diventando una schiava.

Sono proprio due cose opposte. La prima è una "vincente", anche se superficiale materiale, la seconda una perdente, mille volte perdente.

Per me, sono queste le cose che fanno la differenza, in un paese civile. Come è fondamentale chiedere "permesso" e non dire "spostati deficiente".

Una prostituta non è una donna libera, è una donna che accetta di essere schiava. Se poi vuoi dirmi che lei HA SCELTO LIBERAMENTE di non essere libera, ti rispondo che sono tutti sofismi.

Una società civile non può assecondare questo tipo di sfruttamento in alcun modo secondo me. :wink:


Posso solo dire che la tua concezione di "indipendenza" e "dignità" sono piuttosto singolari. Per me ha più dignità la prostituta "ufficiale", che non nasconde nulla e ammette quello che fa.
Viceversa, la donna "emancipata" che dici tu, nei fatti è anch'essa una prostituta, ma in modo dissimulato, e per me è peggiore della prima, perchè finge qualcosa che non è (l'amore per una persona) e recita una parte. Quindi oltre all'opportunismo (comune ad entrambe), la seconda aggiunge anche la menzogna. Per me, è sicuramente peggio.

Lo sfruttamento nella prostituzione volontaria non c'è: è una libera scelta di vita. Così come una ha iniziato, può anche smettere e alzarsi tutte le mattine alle 6 e andare in fabbrica. Le volontarie sono imprenditrice di loro stesse, punto.


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Messaggio4 giu 2008, 12:27 
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Nattfödd ha scritto:
dlc80 ha scritto:
E se invece non puoi dar da mangiare a tuo figlio?


Ci sono tantissimi lavori che si possono fare prima di prendere in considerazione il darla a pagamento. Ma a volte sono lavori più duri e faticosi dell'aprire le gambe. Ad es: il cameriere, la [code]lavapiatti, lo spazzino, il minatore, la stiratrice, il mungitore di vacche, l'operaio di fonderia... tutti quei lavori per cui adesso sembra necessario importare manodopera straniera... ora, se c'è tutto questo bisogno, possibile che una prima di mollarla non trovi altre strade ?
E poi, si può sempre emigrare.


Cita:
Se sei una persona disperata, senza un appiglio, senza un valore, senza un affetto...è una scelta libera?



Sì, è una libera scelta. Essere disperati o senza valori non è una costrizione, si può agire diversamente e riprogettare la propria vita, aderire a dei valori o crearseli, se uno non lo fa, è una libera scelta.


Cita:
Se sei una persona che disprezza se stessa, si tratta di una scelta libera?


Sì, ovvio. Il disprezzo non è una azione involontaria, come il battito cardiaco.



Cita:
Una è una donna emancipata e indipendente, l'altra è una donna senza dignità. Una sceglie di seguire i propri interessi ad ogni costo (anche se sbaglia, e io non la condivido). L'altra accetta di svilirsi diventando una schiava.

Sono proprio due cose opposte. La prima è una "vincente", anche se superficiale materiale, la seconda una perdente, mille volte perdente.

Per me, sono queste le cose che fanno la differenza, in un paese civile. Come è fondamentale chiedere "permesso" e non dire "spostati deficiente".

Una prostituta non è una donna libera, è una donna che accetta di essere schiava. Se poi vuoi dirmi che lei HA SCELTO LIBERAMENTE di non essere libera, ti rispondo che sono tutti sofismi.

Una società civile non può assecondare questo tipo di sfruttamento in alcun modo secondo me. :wink:


Posso solo dire che la tua concezione di "indipendenza" e "dignità" sono piuttosto singolari. Per me ha più dignità la prostituta "ufficiale", che non nasconde nulla e ammette quello che fa.
Viceversa, la donna "emancipata" che dici tu, nei fatti è anch'essa una prostituta, ma in modo dissimulato, e per me è peggiore della prima, perchè finge qualcosa che non è (l'amore per una persona) e recita una parte. Quindi oltre all'opportunismo (comune ad entrambe), la seconda aggiunge anche la menzogna. Per me, è sicuramente peggio.

Lo sfruttamento nella prostituzione volontaria non c'è: è una libera scelta di vita. Così come una ha iniziato, può anche smettere e alzarsi tutte le mattine alle 6 e andare in fabbrica. Le volontarie sono imprenditrice di loro stesse, punto.

ok...però appunto non si può sondare perchè una donna decide di mettersi insieme ad un uomo ricco, potrebbe essere davvero innamorata...è una cosa che ricade nel privato e nell'intimo della persona.
Infatti se leggi bene anche io "autorizzo" la prostituzione tra le mura domestiche. Perchè so che in un mondo libero nessuno può sindacare ciò che avviene tra le mura domestiche tra persone consenzienti. Ci sono mogli che acconsentono di essere schiavizzate dai mariti, di essere segregate, e lo fanno per il quieto vivere, o perchè pensano che sia giusto così.

Però da qua a riconoscere a livello statale una professione che è la vendita di un corpo, ce ne passa.


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Messaggio4 giu 2008, 14:06 
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Vedo che questo argomento scatena, come prevedibile e ovvio, prese di posizione dettate dalla propria etica personale, ed è giusto e normalissimo che sia così.
Infatti non è mia intenzione far cambiare idea a nessuno. Siamo (dicono) in democrazia e quindi ognuno è libero di pensare quel che crede.

Però vorrei fare qualche riflessione su alcuni interventi letti:

Nattfödd ha detto "Scandaloso che Cicciolina sia entrata in parlamento". Premesso che non si può parlare di politica in senso stretto sul Forum, ma in questo caso credo non lo stiamo facendo occorre fare un serio ragionamento. Vladimir Luxuria , ossia Vladimiro Guadagno, sanno tutti che è un transessuale, si è presentato/a alle elezioni ed è stato/a eletto. Perchè? Perchè determinati elettori lo hanno permesso. Cicciolina è una pornostar. E' stata Eletta. Perchè? Perchè alcuni elettori l'hanno votata. E' democrazia. Pura democrazia. Chi è contro la democrazia può anche dire :"Abomionio e scandalo". Chi è democratico si rassegni. Andando avanti sarà sempre peggio.
Detto questo.....Cicciolina non fa nulla, e sottolineo NULLA di illegale.
Il giudizio morale è individuale e, quindi, soggettivo. Ciò che per me è immorale per un altro può essere morale. Ciò che per me è immorale può essere però legale o può essere per me illegale. Dipende.....

La prostituzione è il mestiere più antico del mondo. Debellarla è impossibile. Ci sono persone che, anche se tutto fosse illegale si offrirebbero (in privato) a ricchi signori in cambio di laute ricompense, non perchè ne hanno bisogno per mangiare ma solo perchè amano la bella vita.
Nella mia esistenza, per vari motivi, ho conosciuto molta gente. Ho conosciuto anche un paio di prostitute di altissimo borgo. Donne che andavano in giro con Mercedes CLK e BMW X5, auto costosissime. Donne che vivevano in lussuose ville. Donne che avevano lavori normali e che, per arrontondare, amando la bella vita, hanno iniziato il loro "secondo lavoro". Questo poi è diventato così remunerativo da far si che si sono licenziate dal loro "primo lavoro" e adesso sono passate al tempo pieno.
Nella loro denuncia dei reddiTi si dicono disoccupate. Il loro tenore di vita? Donazioni........Fanno tutto in nero, com'è ovvio, e mediamente viaggiano su 10 mila euro al mese di guadagno. Ne ho conosciute 2 ma.......credo che solo uno sprovveduto possa pensare che ne esistono solo 2 in tutta Italia. Sfruttate? Lo fanno per bisogno perchè manca il lavoro? A Milano? NO. Non queste 2, e, come loro, anche altre......
Ho conosciuto altre prostitute, sul lavoro.......e.......queste non erano di alto bordo. Ma in tutta la ditta si sapeva che.....avevi bisogno di "sfogo"? Vai da Luisa e Graziella.......e loro per 50 mila lire o 100 mila lire (a secondo della prestazione richiesta) ci stavano.
Alla macchinetta del caffè ho iniziato a parlarci. Le ho chiesto se erano favorevoli o meno alla riapertura delle Case Chiuse. La loro risposta? Se gestite come dico io si, eccome. E io....:"Come mai?" La loro risposta mi fece rimanere basito.
Luisa mi disse :"Beh.....finchè vado con colleghi di lavoro, li conosco, so che non sono omicida o cose del genere ma......se io volessi prostituirmi con chicchesia, magari ricevendo in casa, senza avere una guardia del corpo? Potrebbe venire su un male intenzionato e uccidermi. Ho paura".
In molte ditte mi è capitato di sentire di questo tipo di collega. Ce ne sono, e tante.
Gli chiesi :"Ma lo fate perchè avete problemi di soldi?" Risposta. No. Lo facciamo perchè con quel che guadagnao viviamo tranquillamente, ma dobbimo accontentarci delle Ferie a Rimini e della Panda. Così invece le Ferie le facciamo alle Haway e abbiamo una bella BMW.

Capisco perfettamente che ci siamo persone con un etica di un certo tipo. Quel che non accetto è però l'equiparazione della prostituzione alla droga o quant'altro. Perchè? Semplice. Se io mi drogo e poi mi metto alla guida di un auto, uccido Tuo figlio di 6 anni per strada. Se lo stato la legalizza, legalizza anche questo comportamento, perchè questo accade. (ora molti diranno che questo accade anche con l'alcol il quale è già legale. Ma un bicchiere di vino non solo non fa male, ma fa bene. Mentre un litro no. La droga fa male SEMPRE e non lo dico io mal l'intera comunità scentifica). Se uno va con una prostituta, a livello fisico e sanitario a chi fa male? A nessuno. Poi si può dire che eticamente fa del male a se stesso e tutto quel che si vuole, ma lo Stato non può far niente su quello, quello che però deve fare è "preservare la salute pubblica" quindi, se può, anche quella delle prostitute, che, all'interno di strutture controllate e ben gestite non rischiano malattie, nè di essere uccise, essendoci poliziotti che controllano il tutto. A ciò va aggiunto, ovviamente, una lotta intransigente contro la prostituzione clandestina, che coinvolge nel 90% dei casi ragazze extracomunitarie e dei paesi dell'Est Europa (oltre alle tossicodipendenti che si prostituiscono per pagarsi la droga).


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Messaggio4 giu 2008, 14:15 
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PAPERINO ha scritto:
Vedo che questo argomento scatena, come prevedibile e ovvio, prese di posizione dettate dalla propria etica personale, ed è giusto e normalissimo che sia così.
Infatti non è mia intenzione far cambiare idea a nessuno. Siamo (dicono) in democrazia e quindi ognuno è libero di pensare quel che crede.

Però vorrei fare qualche riflessione su alcuni interventi letti:

Nattfödd ha detto "Scandaloso che Cicciolina sia entrata in parlamento". Premesso che non si può parlare di politica in senso stretto sul Forum, ma in questo caso credo non lo stiamo facendo occorre fare un serio ragionamento. Vladimir Luxuria , ossia Vladimiro Guadagno, sanno tutti che è un transessuale, si è presentato/a alle elezioni ed è stato/a eletto. Perchè? Perchè determinati elettori lo hanno permesso. Cicciolina è una pornostar. E' stata Eletta. Perchè? Perchè alcuni elettori l'hanno votata. E' democrazia. Pura democrazia. Chi è contro la democrazia può anche dire :"Abomionio e scandalo". Chi è democratico si rassegni. Andando avanti sarà sempre peggio.
Detto questo.....Cicciolina non fa nulla, e sottolineo NULLA di illegale.
Il giudizio morale è individuale e, quindi, soggettivo. Ciò che per me è immorale per un altro può essere morale. Ciò che per me è immorale può essere però legale o può essere per me illegale. Dipende.....

La prostituzione è il mestiere più antico del mondo. Debellarla è impossibile. Ci sono persone che, anche se tutto fosse illegale si offrirebbero (in privato) a ricchi signori in cambio di laute ricompense, non perchè ne hanno bisogno per mangiare ma solo perchè amano la bella vita.
Nella mia esistenza, per vari motivi, ho conosciuto molta gente. Ho conosciuto anche un paio di prostitute di altissimo borgo. Donne che andavano in giro con Mercedes CLK e BMW X5, auto costosissime. Donne che vivevano in lussuose ville. Donne che avevano lavori normali e che, per arrontondare, amando la bella vita, hanno iniziato il loro "secondo lavoro". Questo poi è diventato così remunerativo da far si che si sono licenziate dal loro "primo lavoro" e adesso sono passate al tempo pieno.
Nella loro denuncia dei reddiTi si dicono disoccupate. Il loro tenore di vita? Donazioni........Fanno tutto in nero, com'è ovvio, e mediamente viaggiano su 10 mila euro al mese di guadagno. Ne ho conosciute 2 ma.......credo che solo uno sprovveduto possa pensare che ne esistono solo 2 in tutta Italia. Sfruttate? Lo fanno per bisogno perchè manca il lavoro? A Milano? NO. Non queste 2, e, come loro, anche altre......
Ho conosciuto altre prostitute, sul lavoro.......e.......queste non erano di alto bordo. Ma in tutta la ditta si sapeva che.....avevi bisogno di "sfogo"? Vai da Luisa e Graziella.......e loro per 50 mila lire o 100 mila lire (a secondo della prestazione richiesta) ci stavano.
Alla macchinetta del caffè ho iniziato a parlarci. Le ho chiesto se erano favorevoli o meno alla riapertura delle Case Chiuse. La loro risposta? Se gestite come dico io si, eccome. E io....:"Come mai?" La loro risposta mi fece rimanere basito.
Luisa mi disse :"Beh.....finchè vado con colleghi di lavoro, li conosco, so che non sono omicida o cose del genere ma......se io volessi prostituirmi con chicchesia, magari ricevendo in casa, senza avere una guardia del corpo? Potrebbe venire su un male intenzionato e uccidermi. Ho paura".
In molte ditte mi è capitato di sentire di questo tipo di collega. Ce ne sono, e tante.
Gli chiesi :"Ma lo fate perchè avete problemi di soldi?" Risposta. No. Lo facciamo perchè con quel che guadagnao viviamo tranquillamente, ma dobbimo accontentarci delle Ferie a Rimini e della Panda. Così invece le Ferie le facciamo alle Haway e abbiamo una bella BMW.

Capisco perfettamente che ci siamo persone con un etica di un certo tipo. Quel che non accetto è però l'equiparazione della prostituzione alla droga o quant'altro. Perchè? Semplice. Se io mi drogo e poi mi metto alla guida di un auto, uccido Tuo figlio di 6 anni per strada. Se lo stato la legalizza, legalizza anche questo comportamento, perchè questo accade. (ora molti diranno che questo accade anche con l'alcol il quale è già legale. Ma un bicchiere di vino non solo non fa male, ma fa bene. Mentre un litro no. La droga fa male SEMPRE e non lo dico io mal l'intera comunità scentifica). Se uno va con una prostituta, a livello fisico e sanitario a chi fa male? A nessuno. Poi si può dire che eticamente fa del male a se stesso e tutto quel che si vuole, ma lo Stato non può far niente su quello, quello che però deve fare è "preservare la salute pubblica" quindi, se può, anche quella delle prostitute, che, all'interno di strutture controllate e ben gestite non rischiano malattie, nè di essere uccise, essendoci poliziotti che controllano il tutto. A ciò va aggiunto, ovviamente, una lotta intransigente contro la prostituzione clandestina, che coinvolge nel 90% dei casi ragazze extracomunitarie e dei paesi dell'Est Europa (oltre alle tossicodipendenti che si prostituiscono per pagarsi la droga).


Nulla da aggiungere. :wink:


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