Giochi d'amore in un parco francese. Batticuori e battibecchi. Parrucche incipriate e ingombranti panier. Di giorno si scherza ma quando scende l'imbrunire il gioco si fa serio. Poi all'alba, finalmente, i cuori cedono e la passione travolge. Alla Scala di Milano è arrivato Le Parc, delizia di danza in un Settecento stilizzato, di Angelin Preljocaj, coreografo francese di origine albanese, che, nato nella nidiata della nouvelle danse degli anni ‘80, ha sviluppato uno stile suo, un carattere che non disdegna l'aspetto narrativo, per quanto sempre emulsionato in un contenitore dove il contemporaneo è mescolato al classico.
Fa piacere allora rivedere alla Scala (sino al 14 novembre) questo balletto nato nel 94 per l'Opéra di Parigi dove alla musica di Mozart si uniscono ampi inserti contemporanei di Goran Vejvoda. Perché, oltre ad essere uno dei lavori più compiuti di Preljocaj, è danzato molto bene dalla compagnia milanese che si cala alla perfezione nello stile del coreografo francese fatto di gesti secchi, seguiti spesso da improvvisi abbandoni subito trattenuti. Al centro la coppia principale: Aurélie Dupont dell'Opéra di Parigi e Massimo Murru, stella scaligera.
Dunque Le Parc. Perché è il parco, un labirinto di aiuole e alberelli alla francese dove la natura è ridotta a un disegno razionale, il luogo deputato per la ritualizzazione dei giochi amorosi. «La capacità di resistere porta ad intensificare il desiderio; questa volontà di bloccare i progressi della passione finisce per esaltare di più l'amore», manda a dire il coreografo. Il tutto ambientato in un parco stilizzatissimo e condito con costumi che fermano un'epoca ideale a cavallo fra ‘600 e ‘700 e rimandano alla grande pittura del periodo. E come non citare almeno Watteau? Prima scena nel parco in una giornata di primavera. Giochi di corteggiamento, piccoli scontri, ragazze e ragazzi portano marsine e pantaloni attillati. Pomeriggio nel parco con dame in ampi panier e continui svenimenti. Imbrunire con scherzi più «pesanti». Ragazze vestite solo di corpetto a camiciola che prima di andare a dormire si concedono un’ultima passeggiata ammiccante, con i ragazzi, in brache e giustacuore, le cui richieste si fanno più esplicite. Ma è solo all'alba che la resistenza lascia il posto all'abbandono e il gioco fra Murru e Dupont si fa serio: il balletto si conclude con un lungo bacio e un appassionato duetto d'amore. E se proprio vogliamo trovar da ridire sarebbe piaciuto un po' più di fuoco e meno languore fra i due dopo tanti marivaudages


