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Il ciak sopra Berlino

La nuova Rubrica per parlare di Viaggi e Località...

Messaggiodi arvalin il 8 feb 2007, 14:08

Un anonimo, quanto preveggente graffittaro nel 1988 scrisse, davanti a Potsmader Platz, su quel serpentone di cemento che divideva la città dell'Est da quella dell'Ovest e viceversa, «Berlino si libererà del Muro». E' successo davvero, tutto in una notte: la notte tra il 9 e 10 novembre del 1989. E di quel «séparé» tra due mondi in incompatibile contatto fisico tra di loro, sfondo di graffiti colorati su cui si sono sbizzarriti gli «squatter» di Kreuzberg e artisti di varia provenienza, «tatzebao» per slogan e urla di dolore, non sono rimaste che briciole sparse. Aggredito a picconate, demolito mano a mano che la città - ricomposta in una sola dopo 30 anni - si affollava di gru, caterpillar e cantieri per ritrovare l'unità perduta e proiettarla in avanti. Schegge di Muro vendute come souvenir ai turisti. Oggi che la centrale Potsdamer Platz (già polverizzata dai bombardamenti degli Alleati) è stata restituita, grazie anche al tocco di Renzo Piano, alla vitalità che in epoca prebellica le valeva la fama di «piazza più vivace d'Europa», il Muro che l'aveva cancellata dalla mappa berlinese è relegato in libreria, ricordato in decine di volumi fotografici ma definitivamente tolto dal panorama della nuova metropoli. E la sua memoria è custodita nel museo di Checkpoint Charlie. Una città che Wenders, nel 1986, celebrò nel suo Il cielo sopra Berlino.

Sfarzosa e con gran dispendio di capitali la rinascita di Berlino, tornata con grandeur ad occupare il ruolo di capitale che le compete, simboleggiata dal Reichstag, la sede parlamentare, restaurato rispettando il neo barocco originale e dotata di una moderna cupola di vetro, che fa da tetto alla grande sala del Parlamento, rendendo simbolicamente trasparentente l'attività che vi si svolge e creando suggestivi giochi di luce. Restiling generale non azzerante la memoria storico-architettonica ed urbanistica, a Berlino. Visioni futuribili, certo, come è inevitabile in una metropoli moderna progettata a cavallo del terzo millennio, ma senza staccare i piedi da terra per lasciarsi alle spalle il suo passato. Architetti ed urbanisti a zelo controllato, dunque. Occhi rivolti al futuro ma divieto di cancellare la memoria storica. Così L'Unter den Linden, con la sua Porta di Brandeburgo e il lungo viale «sotto i tigli», è tornato com'era prima di essere trasformato in una zona di frontiera tra Ovest ed Est e pure prima degli anni Trenta, quando gli alberi originali furono sostituiti da inquietanti totem nazisti. Perfino le aiuole e le fontane sono state ricalcate sull'antico stampo. Sono ricomparse, ai fianchi della Porta, le case Sommer e Liebermann, distrutte nei bombardamenti. E' tornato nuovo il monumentale Hotel Adlon, dove prima dell'Apocalisse amavano soggiornare le celebrità, da Marlene Dietrich a Chaplin, da Einstein a Lawrence d'Arabia, da Enrico Caruso Von Stroheim. Il bunker, dove Hitler si rinchiuse negli ultimi, deliranti e allucinati giorni di Berlino, è lì nei pressi. Si è molto discusso se farne una meta di «pellegrinaggio» storico-museale o se cancellarlo. Si è optato, infine, per una soluzione salomonica: è rimasto lì, come un misero sepolcro chiuso su fantasmi inevocabili.La nuova Berlino non nasconde le sue ferite. Le circoscrive. Il Monumento alla storia dell'Olocausto ammucchia tombe l'una sull'altra disegnando un labirinto. La mostra chiamata Esibizione della Stasi ripercorre fatti e misfatti della famigerata polizia segreta della Ddr. Un'altra mostra, Topografia del Terrore, svela ogni dettaglio della devastatrice macchina organizzativa nazista.

E in fondo al Viale dei tigli, Alexanderplatz, dalla quale si eleva l'immensa Torre della televisione, esalta il gigantismo cementizio del socialismo reale. Berlino riparte dal passato per raccontare la sua storia in proiezione futura, conservando anche (tra parentesi) i suoi «incidenti di percorso».

COME E DOVE
In aereo o in auto
Meno di due ore d'aereo da Milano e da Roma, Pisa e altre città italiane. Per prenotazioni on line e offerte low coast consultare i siti www.airberlin.com e www.easyJet.com. Per informazioni su disponibilità di voli e su costi vedere www.infoair.it. Interamente autostradale il percorso in automobile, passando per in Brennero, Innsbruck, Monaco, Norimberga, Halle. Poco conveniente il treno. Ma val la pena di visitare l’Hauptbahnhof. L'avvenirismo della «cattedrale vetrata» contenente binari ad altra velocità e progettata da Meinhard von Gerkan, fa impallidire ogni altro esempio di stazione concepita finora. Tunnel di cristallo e trasparenze per esaltare il brulichio di 300 mila passeggeri al giorno, in transito da (e per) ogni parte d'Europa, in un luogo dove un tempo passava il Muro.


arvalin
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