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Credo che questa sia la sezione più adatta, data la forte ignoranza in materia, per ricordarvi ciò che ho preso sul sito della rai.
Giornata Mondiale contro l'Aids, giovani europei a rischio
"È importante per tutti noi tenere ben presente questo messaggio: l'Aids è ancora tra noi: dobbiamo continuare a proteggerci. Molti giovani europei hanno rimosso elementari nozioni di sanità pubblica sull'Hiv/Aids". E’ la riflessione di Markos Kyprianou, commissario Ue per la Salute e la Protezione dei consumatori. La Giornata Mondiale contro l’Aids è l’occasione delle cifre e delle denunce, prima fra tutte quella di Eurobarometro, che annuncia il risultato di una recente indagine secondo la quale in Europa le infezioni da Hiv/Aids sono in aumento: il 50% dei nuovi casi avviene nella fascia di popolazione tra 15 e 25 anni d'età e il più comune veicolo di trasmissione sono i rapporti eterosessuali. La ricerca rivela anche vaste sacche di ignoranza e recrudescenze in molti Stati membri e paesi vicini come la Federazione russa e l'Ucraina.
EUROPA IGNORANTE
Quasi la metà (il 45% circa) degli intervistati da Eurobarometro pensa che ci si possa infettare usando lo stesso bicchiere o la stessa toilette di persone sieropositive, donando loro del sangue o curando pazienti affetti da Aids. La maggior parte di loro sa però che non esistono rischi se si mangia un pasto preparato da persone infette, se si stringe loro la mano o si maneggiano oggetti da esse toccati. Anche se la maggior parte degli intervistati conosce l'importanza del sesso sicuro, e afferma di praticarlo, rispetto all'indagine Eurobarometro del 2002 dichiara di prendere precauzioni un numero sempre minore di cittadini Ue-15.
Secondo le più recenti statistiche - prodotte nel 2005 da "Eurohiv" - nell'Ue sono stati diagnosticati 23.620 nuovi casi di infezione da Hiv. Nel 2005, 2 paesi Ue hanno registrato una quota superiore a 200 nuovi casi da Hiv per milione di persone (Estonia 467per milione e Portogallo 251 per milione). Nei 22 paesi dell´Ue che registrano sistematicamente i casi di infezione da Hiv, i casi riferiti sono quasi raddoppiati, passando da 9. 264 (1998) a 17. 043 (2005).
IN ITALIA, 3.500 PERSONE SIEROPOSITIVE ALL'ANNO
Sono quasi 60 mila i casi di Aids segnalati in Italia dall'inizio dell'epidemia fino a oggi. Di questi, quasi 40 mila hanno causato un decesso. Circa 3.500, invece, i nuovi casi di infezione ogni anno, mentre le persone sieropositive viventi sono tra 100 e 130 mila. Contemporaneamente aumentano le persone che convivono con una diagnosi di Aids. Sono, infatti, più di 22 mila le persone che grazie all'effetto delle terapie antiretrovirali combinate sopravvivono alla malattia. E' quanto emerge dall'aggiornamento dei dati effettuato dal Centro Operativo AntiAids (Coa) dell'Istituto superiore di Sanità.
L'incidenza dei nuovi casi di Aids è diminuita progressivamente nel corso degli anni. Soprattutto a partire dal 1996 quando, dopo un picco nel 1995 con più di 5.600 casi in un anno, si sono registrati poco più di 5000 casi per arrivare ai 1400 del 2005. Per il 2006, invece, i dati parziali, disponibili fino a novembre, indicano finora la presenza di 758 casi. Si modificano, inoltre, le caratteristiche delle persone affette da Aids. In particolare, aumenta l'età media della diagnosi, che è ora di 43 anni per gli uomini e di 39 per le donne. Similmente a quanto riportato per i casi di Aids, anche tra le nuove diagnosi di infezione da Hiv si osserva un aumento dell'età media al momento della diagnosi di infezione da Hiv, passata dai 25 anni nel 1985 ai 35 anni nel 2004. Un cambiamento analogo si registra nelle categorie di trasmissione: diminuiscono drasticamente i casi riscontrati nei tossicodipendenti, mentre aumenta quella risultante da trasmissione sessuale, sia etero sia omosessuale.
TELEFONO VERDE AIDS, CHIAMANO DI PIU’ UOMINI ED ETEROSESSUALI
Il Telefono verde aids (Tva) dell'Istituto Superiore di Sanità, servizio anonimo e gratuito nato nel 1987, rileva come a chiamare di più per avere risposte e consigli siano gli uomini. Al 31 ottobre di quest'anno, rappresentano più dell'85% dei chiamanti, e la classe d'età più rappresentata è stata quella dai 20 ai 39 anni, che da sola ha ricoperto oltre l'80% delle telefonate. Il 47% delle chiamate proviene dal Nord, dal Centro il 30, dal Sud il 17.5, mentre dalle Isole sono partite appena il 5% delle chiamate. Hanno telefonato in quasi il 70% dei casi gli eterosessuali e per il 20% persone che non hanno corso alcun rischio. Le persone omo e bisessuali sono state più del 7% e i sieropositivi il 2.6%. Minima la percentuale dei tossicodipendenti, che rappresentano appena lo 0.2%.
Quasi il 40% dei quesiti riguarda le modalità di trasmissione dell'infezione da Hiv, il 25% informazioni sul test, il 13% e il 5% si riferiscono, rispettivamente, all'area psico-sociale e alla prevenzione. Infine il 3% delle domande riguarda i sintomi. A volte si chiama perché assaliti dal dubbio che sia appena sufficiente scambiarsi una stretta di mano o bere dal bicchiere di un sieropositivo per rimanere contagiati (13%). Infine, la spinta a chiamare nasce anche dall'esigenza di una conoscenza tecnica dell'infezione da Hiv e dell'Aids. Quasi 300 mila persone, circa la metà di chi ha contattato il Tva, hanno rapporti eterosessuali.
Per quanto riguarda la popolazione straniera sono pervenute al Tva più di 2.000 telefonate dal 1995 fino al 2005. Nel 30% dei casi si è trattato di persone provenienti dall'Africa, nel 28 dalle Americhe, da Paesi non appartenenti all'Ue nel 17,5% e nel 15 da cittadini di Paesi membri. Il 10% le telefonate fatte da cittadini provenienti dall'Asia.
PAESI POVERI, INACCESSIBILI LE TERAPIE DI NUOVA GENERAZIONE
Medici senza Frontiere lancia un appello: ''La lotta all'Aids nei Paesi poveri è destinata al fallimento se le istituzioni internazionali non si impegneranno in modo serio e concreto per risolvere la questione dei costi esorbitanti delle nuove terapie". "Il nuovo regime terapeutico raccomandato dall'Oms può essere fino a sei volte più costoso rispetto a quello più comunemente usato oggi. I pazienti che già ricevono i farmaci di prima generazione sempre più spesso devono passare a una terapia innovativa a causa dei pesanti effetti collaterali e dell'insorgere di resistenze. Quando si manifestano resistenze i pazienti devono necessariamente passare a una combinazione di farmaci completamente diversa altrimenti si ammalano di nuovo e muoiono. Queste terapie di seconda linea sono fino a 50 volte più costose di quelle in uso oggi".
"Mentre in Africa 30 milioni di sieropositivi rischiano la morte- denuncia il deputato europeo del Prc, Vittorio Agnoletto- i profitti delle multinazionali farmaceutiche sono aumentati del 25% in un anno e per il 2007 è prevista un'ulteriore crescita del 14%. L'Amministrazione Usa non ha mai smesso di utilizzare il suo peso politico e commerciale per condizionare i negoziati sui brevetti e per difendere le multinazionali farmaceutiche. La risoluzione approvata dal Parlamento europeo (il 30 novembre 2006, n.d.r) è di estrema importanza, perché chiede alla Commissione Ue di assumere finalmente impegni concreti”. "Nonostante le ripetute sollecitazioni contenute nelle risoluzioni votate dal Parlamento- conclude Agnoletto- fino a ora non si è mai impegnata per rendere realmente accessibili i farmaci anti-Hiv al 95% delle persone sieropositive che vivono nel sud del mondo".
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