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Messaggio9 giu 2008, 21:09 
Amico
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Iscritto il: 29 mag 2008, 1:31
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Località: Milano
Età: 35
Sesso: Maschile
"Nuda, ogni donna incarna la Natura, la prakriti. La si dovrà dunque contemplare con la stessa ammirazione e lo stesso distacco che si pone nel considerare l'impenetrabile mistero della Natura, il suo potere infinito di creazione. La nudità rituale della yogini possiede un valore mistico in quanto tale. Se, dinanzi alla donna nella sua nudità, non si riesce a percepire nella propria natura più intima quella stessa emozione terrificante che si prova di fronte alla rivelazione del mistero cosmico, non vi è alcun rito - c'è solo un atto profano, con le conseguenze che sappiamo (rinsaldarsi del vincolo karmico, ecc).
La seconda fase consisterà nella trasformazione della Donna-prakriti nell'incarnazione della Shakti: la compagna del rito diviene una Dea, come lo yogin incarna il Dio. L'iconografia tantrica delle coppie divine, delle innumerevoli "forme" di Buddha avvinte dalla loro Shakti, costituisce il modello esemplare del cerimoniale sessuale (maithuna). Si noti l'immobilità del Dio: ogni attività si situa dalla parte della Shakti. (Nel contesto yogico, Purusa-lo spirito-nella sua fissità contempla l'attività creatrice della prakrti).....
(...)Il maithun serve, innanzi tutto, a fornire un ritmo alla respirazione e a facilitare la concentrazione: è pertanto un sostituto del pranayana e del dharana, o meglio il loro supporto. La yogini è una giovane donna istruita dal guru e il cui corpo viene consacrato. L'unione sessuale diviene così un rituale, per mezzo del quale la coppia umana si trasforma in coppia divina. Il pranayana, la dharana non sono altro che i mezzi attraverso i quali, durante il maithuna, si giunge all'immobilità e all'estinzione del pensiero, la suprema grande felicità di cui si parla nei Dohakosa: è il samarasa (...quell'esperienza paradossale e inesprimibile che è la scoperta dell'Unità). Fisiologicamente parlando il samarasa si ottiene, durante il maithuna, ogniqualvolta il seme dell'uomo (sukra) e il rajas della donna permangono nella loro immobilità. I testi insistono a lungo su questa idea, che il maithuna sia anzitutto una integrazione dei Principi:<La vera unione sessuale è l'unione della parashakti (kundalini) con Atman; le altre sono solo rapporti carnali con donne>

(Da Mircea Eliade, Sull'erotica mistica indiana)




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