9 anni, tanti ne sono passati da quando l' ho conosciuta.
Eravamo ragazzi, io 17, lei 14 anni...un' estate al mare coi genitori e due appartamenti vicini.
Il suo primo sorriso e' ancora impresso nella mia mente.
Ai tempi non mi curavo delle ragazze, tantomeno di lei. Pensavo a divertirmi con gli amici, pensavo a stupidaggini, vivevo ancora in quella fase in cui lasciavo scorrere la vita inconsapevolmente e non mi curavo di fare tesoro di ogni momento. Ma lei ha cambiato ogni cosa.
Una ragazza semplice, intelligente, garbata...dai modi aggraziati. Passavo le mie giornate in sua compagnia e imparando a conoscerla ho imparato anche a capire il sentimento che stava facendo crescere dentro di me.
Al termine di quella vacanza, quando ormai se ne era gia' andata, mi accorsi di essermi innamorato di lei..
Ed e' in quella notte indimenticabile in cui fiumi di stelle illuminavano il cielo e una luna rossa tramontava sul mare color porpora, che feci la mia promessa. Promisi a me stesso che l' avrei amata per sempre.
Sono passati 9 anni da quel gorno.
In tutti questi anni ci siamo rivisti innumerevoli volte, i nostri genitori uscivano insieme e capitava spesso di incontrarsi per cena in qualche locale, oppure di essere invitati a casa dell' altro. Crescevamo, cambiavamo.
Quando mi sentii abbastanza sicuro iniziai a chiederle di uscire insieme...tentativi goffi e disastrosi di svelarle i miei sentimenti. La inseguivo in ogni dove attratto com'ero della lucentezza che emanava ma ogni mio tentativo sembrava destinato ad infrangersi perche' lei pareva non curarsi di me...
Alternava momenti di grande affabilita' a momenti di assoluta freddezza. Una ragazza dal carattere iperscrutabile.
Sembrava volermi negare la possibilita' di rivelarle i miei sentimenti...ma nello stesso tempo non mi respingeva neanche. Ero contorto dall' indecisione e dall' insicurezza.
Ho vissuto questa situazione per quasi 4 anni, 4 anni nei quali non e' esistita nessun' altra, lei era il mio mondo, lei la mia unica aspirazione. Legato e condannato dalla pomessa.
Poi, in un' estate che sembrava lo specchio di quella in cui ci eravamo conosciuti, lo stesso posto, le stesse persone...lei mi e' sfuggita, e proprio davanti a me ha baciato qualcun' altro.
Un' amico, una persona a cui sembrava non essere minimamente interessata me l' ha portata via.
Dopo quell' estate ci siamo incontrati saltuariamente, ma il dolore era troppo grande...così ho lasciato lei e la compagnia.
Non l' ho piu' rivista, ma il suo pensiero sembrava perseguitarmi. Nei momenti di sconforto pronunciavo il suo nome in un vano tentativo di invocarne la presenza.
Non c'e' piu' stata nessun' altra. Ogni ragazza, ogni sguardo...non erano lei. E prima che me ne accorgessi avevo perso interesse e fiducia nelle altre ragazze, spinto com' ero dalla pulsione repressa di quel sentimento che continuava a crescere da anni ma che non aveva mai trovato sfogo con l' unica persona alla quale era destinato.
Non ci volle molto prima che dentro di me il tutto prese a trasformarsi in rancore ed odio, che rivolsi contro me stesso, annullandomi, strozzando ogni mia pulsione, ogni mio desiderio, nel vano tentativo di tenere in vita il ricordo di un fiore che ormai si stava appassendo.
Divenni un' ombra che bramava la luce del sole. E come l' ombra sembravo indebolirmi un po' di piu' ogni volta che cercavo di avvicinarmi alla luce. Vagai nelle tenebre per qualche anno...poi timidamente strisciai verso la luce cercando di riacquistare la gioia della vita.
Trovai il mio rifugio nella quotidianeta', nella rutine. Dedicandomi al lavoro e trascurando qualsiasi altra cosa...passioni e persone.
Con il tempo iniziai a convincere me stesso di avela dimenticata...ma non era così. Lei era sempre presente, la cercavo mentre camminavo per strada, alla fermata della metropolitana, in tutti i posti nei quali eravamo stati insieme.
Poi e' successo tutto così all' improvviso...i miei genitori hanno invitato i suoi a casa nostra per cena ed e' venuta anche lei. Ero ansioso ed irrequieto e mi sforzavo di nascondere la gioia.
Non la vedevo da quasi 5 anni. Lei, quella voce senza una bocca, quel sorriso senza un volto...dopo anni passati ad immaginarla nella mia mente l' avevo finalmente ritrovata.
E' stata una bella serata, lei era così spigliata...quasi non sembrava la ragazza fredda e distaccata di un tempo.
Ma e' stato quando l' ho fissata, e' stato solo un istante, ma e' bastato per far si che me ne rendessi conto di nuovo...che lei era la ragazza per me, l' unica nella quale il mio cuore potesse trovare casa. L' unica capace di infondermi ancora quel senso di familiarita', di sicurezza che avevo provato 9 anni prima.
E' stato un tuffo nel passato, in un mare di emozioni che credevo ormai dimenticate.
E ora? Ora mi sento vivere di nuovo....sento il cuore battere, e quella vecchia stretta al petto.
La amo, la amo ancora, la amo da sempre...e questa volta voglio che lo sappia...
...ma non mi sento mai abbastanza pronto per lei.
Nei lunghi anni passati a pensarla, sono rimasto fermo, non ho vissuto.
Mentre lei cresceva, diventando una ragazza indipendente e sicura di se', io vivevo nelle mie incertezze e non facevo mia quell' esperienza che mi spettava.
Ho 26 anni ora, e non ho mai frequentato veramente una ragazza...mi manca quindi l' esperienza per evitare tutti gli errori del caso...non ho mai provato l' ebrezza di un vero bacio, non ho mai ovviamente avuto un rapporto sessuale. Volevo lei, solo lei.
Sento che la mia inesperienza potrebbe mandare tutto all' aria...sapro' essere alla sua altezza? Sento di no. Non sono abbastanza per lei.
Per quanto la ami non sono capace di dimostrarglielo.
Ho fatto una vita da eremita per tutto questo tempo, e quando l' ho finalmente ritrovata ho scoperto di non essere pronto.
Che fare quindi? Rassegnarsi? ...se non si trattasse di lei sono sicuro che l' avrei gia' fatto, ma ora sento che non ci saranno piu' altre possibilita'.
Fra qualche anno sara' gia' troppo tardi per riconquistarla di nuovo...e io saro' troppo vecchio per perdonare la mia inesperienza.







