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Lunedì giornata per l’endometriosi

Dove parlare della cura estetica del Corpo...

Messaggiodi arvalin il 2 apr 2007, 13:49

L’endometriosi come malattia sociale perché fortemente invalidante e causata anche dall’inquinamento chimico. Lo sostiene la proposta di legge di due deputati dell’Ulivo, il medico Dorina Bianchi e l’ambientalista Ermete Realacci. A sostegno di questa iniziativa legislativa è stata istituita una giornata nazionale di sensibilizzazione su questa malattia, che si celebra lunedì 2 aprile. A Torino sarà allestito un punto informativo all’ospedale ostetrico-ginecologico S.Anna, a cui è possibile anche rivolgersi telefonicamente al numero 011.2215851.
L’endometriosi, una malattia progressiva in cui cellule della mucosa uterina si impiantano nelle ovaie, nella vescica o nell’intestino provocando forti dolori, colpisce in Italia più di tre milioni di donne. Le italiane malate perdono almeno 5 giorni lavorativi al mese, il 14% dichiara di aver dovuto ridurre le ore lavorative o di aver perduto il posto di lavoro.


Tra le cause, anche l’esposizione ai pesticidi
Per la Giornata nazionale, i volontari dell’Associazione italiana endometriosi (che la organizza insieme con Legambiente e Osservatorio nazionale della produzione e del mercato del miele) daranno informazioni su questa patologia nelle piazze di Milano, Torino, Padova, Roma e Palermo. Inoltre, a chiunque verserà un contributo, di qualsiasi entità, sarà offerto simbolicamente del miele. I fondi raccolti saranno impiegati per continuare nell’opera di informazione su una malattia ancora oggi pressochè sconosciuta. Legambiente aderisce all’iniziativa per raccogliere firme a favore della proposta di legge perché, tra le cause di questa patologia, c’è anche l’inquinamento da diossina e pesticidi. La correlazione tra le diossine e l’endometriosi è stata dimostrata su modelli animali, tanto che, prima l’Organizzazione mondiale della sanità nel 1998 e poi la Scientific Commitee on Food dell’Unione Europea nel 2000, hanno incluso l’endometrio tra gli obiettivi più sensibili all’esposizione a questi inquinanti.


arvalin
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Messaggiodi picca il 2 apr 2007, 15:02

Quali sono le cause dell'endometriosi?
Alcune ricerche si concentrano sul determinare "se" alcuni agenti ambientali, come esposizione a sostanze chimiche possono essere causa dell' endometriosi.
Altre ricerche stanno tentando di capire se questi fattori chimici influenzano il corso della malattia.
Non abbiamo ancora risposte su le cause della malattia.

Quindi spero che arrivino fondi soprattutto attui ad individuare la "cause della malattia" una volta scoperte le vere cause si potrà curare al meglio.
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Messaggiodi arvalin il 2 apr 2007, 22:43

L'Endometriosi può colpire le donne gia dalla prima mestruazione, dal tempo del suo primo periodo alla menopausa, sia se ha bambini o non ne ha ancora, indipendentemente dalla sua etnicità, o il suo status socio-economico.
L'Endometriosi può qualche volta persistere dopo la menopausa; od a seguito di ormoni presi per i sintomi in menopausa può far continuare l'endometriosi.
Luogo di stime corrente il numero di donne con endometriosi è vicino al 10 per cento di donne in età riproduttiva.
Ma, è importante notare che queste sono solamente stime, e che tali statistiche possono variare estesamente.
Approssimativamente 30 percento a 40 percento di donne con endometriosi è sterile, essa è una dele prime tre cause di sterilità femminile.
Alcuni donne non scoprono la loro endometriosi fino a che non hanno difficoltà a restare incinta.
La relazione tra endometriosi e la sterilità è un'area attiva di ricerca.
Degli studi suggeriscono che la condizione può cambiare l'utero quindi non è più capace ad accettare un embrione.
Altri lavori esplorano se l'endometriosi cambia l'uovo, o se l'endometriosi ostacola il movimento dell'uovo fertilizzato verso l'utero.
Noi non conosciamo la causa esatta della comparsa della endometriosi.
Endometriosi può essere il risultato di qualche cosa chiamato flusso mestruale retrogrado,cioè una mestruazione che va verso l'interno della pancia attraverso le tube.
Ricercatori sta tentando di scoprire altri fattori che possono far crescere questo tessuto in alcune donne , ma
non in altre.
Un'altra teoria sulla causa di endometriosi è qella genetica.
Questa malattia potrebbe essere ereditata, o potrebbe risultare da errori genetici.
Ricercatori stanno esplorando altri possibile cause, come l'Estrogeno, un ormone prodotto nel ciclo riproduttivo che appare promuovere la crescita di endometriosi.
Perciò, la ricerca sta guardando alla endometriosi come una malattia del sistema endocrino, e non solo di quello riproduttivo.
O, del sistema immunitario che non rimuove il fluido mestruale nella cavità pelvica, o che aree di endometriosi possono irritare o possono promuovere la crescita di più aree.
Altri ricercatori stanno studiando il ruolo del sistema immune che potrebbe se alterato stimolanre, la endometriosi.

NICHD Information
Resource Center
NIH Pub. No. 02-2413
September 2002

Se ti informi ti formi
L'endometriosi è determinata da isole di endometrio (mucosa che riveste internamente la cavità uterina) disseminate al di fuori della cavità dell'utero o dalla crescita di tessuto endometriale in sedi anomale.
L'endometrio situato in sede anomala subisce, gli stimoli da parte degli ormoni ovarici, e si comporta come la normale mucosa uterina.
E' perciò una malattia quasi sempre dell'età feconda e delle giovani donne e spesso sottovalutata e spesso si imputa alla donna una esagerazione dei sintomi trascurando la gravità della malattia stessa. Si verifica eccezionalmente prima della pubertà e tende a regredire nella menopausa.
L'endometrio può essere localizzato anche dentro l'utero, nello spessore del miometrio,
ed in questo caso si determina la cosiddetta: ADENOMIOSI O ENDOMETRIOSI
INTERNA.
Se invece l'endometrio ectopico si trova sul peritoneo pelvico o negli altri organi pelvici (ovaie, legamenti uterini, setto retto-vaginale, tube, vescica, sigma, ecc.) si parla di ENDOMETRIOSI ESTERNA PELVICA.
L'endometriosi si può infine reperire in organi e tessuti al di fuori e lontani dalla pelvi (ombelico, vulva, cicatrici di interventi laparotomici, appendice, polmoni, ecc.) ed in questo caso si parla di ENDOMETRIOSI DI QUEL DETERMINATO ORGANO O TESSUTO.
Questa condizione fa comunque parte della endometriosi esterna ed è molto più rara.
L'ovaio, i legamenti uterini (utero-sacrali, rotondi, larghi ecc.) ed il peritoneo del Douglas sono le strutture più interessate da questa malattia.
Spesso sono colpiti più di un tessuto o di un organo; solo in circa un terzo dei casi le localizzazioni sono uniche.
La frequenza dell'endometriosi esterna è in aumento.
Sono migliorate le possibilità diagnostiche dovute soprattutto al sempre più largo impiego della laparoscopia.
E' certo comunque che in circa il 20-30% delle pazienti che in età riproduttiva vengono operate per una malattia pelvica (fibromi, cisti ovariche ecc.), si reperiscono segni macroscopici di endometriosi.
L'endometriosi esterna ha la sua massima incidenza tra i 30 e i 40 anni. Sembra che siano più predisposte all'endometriosi le donne nullipare e quelle che non hanno avuto gravidanze e parti prima dei 30 anni. Inoltre nell'anamnesi di molte pazienti affette da endometriosi risulta una patologia ginecologica che ha reso necessari interventi chirurgici sull'apparato genitale (fibromi, polipi, iperplasia dell'endometrio con meno-metrorragie ecc.).
La malattia è rara nell'età adolescenziale e nella post-menopausa.
Poiché recenti statistiche segnalano un incidenza dell'8% della malattia nelle adolescenti che presentano dolori mestruali con tendenza a peggiorare nel corso dei giorni mestruali, viene da taluni consigliato, ai fini di una diagnosi precoce, di utilizzare in queste giovani donne la laparoscopia per individuare l'origine dei disturbi.
Molte teorie hanno cercato di spiegare il meccanismo della malattia. Le varie ipotesi affermano che l'endometriosi si stabilirebbe per
1) Reflusso tubarico di sangue mestruale ed impianto
Anomalie della anatomia dei genitali interni possono favorire questo reflusso tubarico durante il mestruo (ipoplasia uterina con stenosi cervicale, retroflessione dell'utero, malformazioni genitali, aderenze intrauterine).
Questa teoria spiega in modo soddisfacente le localizzazioni endopelviche ed endoaddominali della malattia, ma non spiega altre localizzazioni come quelle vaginali, vulvari, perianali, polmonari ecc.
2)Presenza di cellule di residuo embrionale(congenita)
In certi soggetti esisterebbero a livello di vari organi e tessuti elementi di epitelio allo stato embrionale, simili a quelli che concorrono a formare il sistema mulleriano (dotti di Muller da cui derivano le salpingi e l'utero).
Queste cellule conserverebbero la possibilità di evolvere e di costituire tessuto endometriale (ghiandole + stroma) quando, dopo il menarca, interviene la stimolazione degli estrogeni.
L'ipotesi spiega bene certi casi di endometriosi primitiva del setto retto-vaginale e certe localizzazioni nel torace e negli arti.
Spiega anche le segnalazioni di rarissimi casi di endometriosi in pazienti con agenesia utero-vaginale e il reperto di endometriosi nelle cisti dermoidi.


Tratto dal sito www.endometriosi.it
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Messaggiodi picca il 3 apr 2007, 7:39

che patologia subdola direi :( :( :(
Cmq grazie mille per aver aperto questo post, fino a ieri sapevo solo per "aver sentito dire" di sta malattia e spinta dalla curiosità mi sono armata di "libri" per saperne di più.

Datto a parole mie, da quel che ci ho capito e senza usare parole che forse per molti non essendo del settore non ci capirebbero, in pratica sta malattia è la presenza di ghiandole o tessuto endometriale in sedi anomale.
Il tessuto endometriale è il tessuto caratteristico dell'utero (è quello che ogni mese va incontro a tutte quell "modifiche" correlate agli ormoni che preparano l'utero per un'aventuale gravidanza e che in assenza di fecondazione va a sfaldarsi (dando il mestruo) per poi ricrescere).
Ora quando si trova tessuto endometriale in altri sedi come: ovaia, legamenti uterini, setto retto-vaginale, peritoneo pelvico, cicatrici laparotomiche e più raramente zona ombelico, vagina, vulva o appendice cioè è sintomatico di uno stato patologico chiamato endometriosi.

Ha importanza clinica perchè può causare: infertilità, dismenorrea, dolore pelvico e altri problemi. I disturbi correlati a sta malattia insorgono soprattutto in età riproduttiva e in particolare tra i 30 e 40 anni.
Per spiegarla ci sono 3 teorie (non necessariamente 1 esclude l'altra)

1. teoria del rigurgito. che come scritto nel post precedente, è noto che anche in donne normali si può avere occasionalmente un flusso mestruale retrogrado verso le tube; cioò può essere la causa di una disseminazione endoperitoneale di tessuto endometriale.
2.teoria metaplastica. per farla breve "ci si nasce"
3. teoria della disseminazione per via ematica o linfatica (che non sto a riportare).
poi ci stanno come sempre i fattori genetici,ormonali, immunologici quali fattori predisponenti.
I sintomi e il decorso clinico della malattia comprendono una severa dismenorrea, dispareunia e dolore pelvico. Poi vi può essere dolore nella defecazione se è coinvolta la parte rettale o disuria se è coinvolta la vescica.

Questo è quello che ci ho capito e rielaborato a modo mio leggendo il ROBBINS (ovvero la Bibbia della patologia) "Le basi patologiche delle malattie".

Se qualcuno del settore si trova a passare di qui, correzioni e ulteriori "delucidazioni" sono ben accette!

In quanto quello che non ho capito è: COME SI CURA?????
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Messaggiodi arvalin il 3 apr 2007, 23:28

La terapia della endometriosi pelvica deve tendere alla completa eliminazione di tutti i focolai presenti, possibilmente conservando il più possibile le strutture genitali interne,cioè l'utero,le salpingi o tube,le ovaie e liberando la pelvi dalle frequenti aderenze che la malattia fa formare tra gli organi della pelvi femminile.

Tali aderenze e degenerazioni fibrotiche sono causa dei forti dolori che la donna avverte durante la fase attiva della malattia.

La Laparoscopia è la unica terapia chirurgica che assicura precisione ripetibilità di esecuzione, minore trauma e dolore alla donna per la cura di questa malattia.

Essa può essere praticata più volte per permettere di estirpare in maniera completa la endometriosi.

La terapia chirurgica va dalla semplice asportazione dei focolai alla isterectomia ed annessiectomia(asportazione delle ovaie e tube) nei casi più gravi.

La terapia chirurgica deve comunque tendere ad essere conservativa.
Durante la terapia chirurgica laparoscopica il chirurgo può utilizzare il calore, il laser, vaporizzatori ad elio, o il normale taglio per escidere i focolai.

La rimozione dell'utero non necessariamente fa guarire la donna ma sicuramente la rende infertile, ed è sconsigliata.
Se vuoi preservare delle possibilità di fertilità discuti molto attentamente con il chirurgo ginecologo questi aspetti.

Il risultato migliore che puoi ottenere è rimuovere la malattia ripristinando i rapporti tra gli organi genitali interni.

Gli studi comparativi al momento per stabilire se è prevalente nei risultati la terapia medica o chirurgica, attualmente indicano la terapia chirurgica con asportazione completa dei focolai avere risultati superiori sia in termini di dolore che di fertilità rispetto alla terapia medica..

Le terapie alternative quali omeopatia, antidolore, agopuntura ecc. non curano la endometriosi.

La gravidanza non cura la endometriosi ma la donna sente molto meno i dolori e generalmente dopo la gravidanza i sintomi della malattia sono ridotti. Questo perchè la mancanza di ovulazione durante la gravidanza rende meno attivi i focolai di endometriosi.Inoltre mancano le mestruazioni che sono fonte di grande dolore in chi è affetto dalla endometriosi.
La terapia medica si avvale di alcuni farmaci che bloccano gli ormoni ovarici questi farmaci sono chiamati agonisti del GNRH,in pratica bloccano la produzione da parte dell'ipotalamo(ghiandola situata nel cervello)di questa sostanza chiamata GNRH che serve a stimolare il funzionamento dell'ipofisi che a sua volta permette alle ovaie di funzionare, nel nostro centro (CIE) non utilizziamo di norma tale tipo di farmaci.
Questi farmaci inducono una menopausa temporanea che presenta tutti i sintomi di una menopausa, secchezza vaginale,perdita di calcio,vampate ecc. Attualmente si possono associare piccole dosi di terapia con ormoni femminili per ridurre gli effetti di tipo menopausa, tali terapie non curano la malattia, nel nostro centro (CIE) non utilizziamo tali tipi di farmaci.



Sempre dal sito sopra citato
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