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Macchiaioli dal vero

Si parla d'Arte e Letteratura, recensione di Libri e Favole

Messaggiodi arvalin il 18 feb 2007, 16:57

«Già da tempo si parla fra gli artisti di una nuova scuola che si è formata, e che è stata chiamata dei Macchiajoli... Ma, dirà il lettore, se non è un artista, ma che cosa sono questi macchiajoli?... Son giovani artisti...che si sono messi in testa di riformar l’arte...». Con queste parole un anonimo articolista de «La Gazzetta del Popolo» di Firenze, scrisse sul giornale del 3 novembre 1862 per la prima volta il termine «Macchiaioli», per definire con ironia il gruppo dei pittori «progressisti» toscani. Sono loro i protagonisti della rassegna «I Macchiaioli/ Sentimento del vero» che, a vent’anni dalla mostra alla Mole Antonelliana, si apre al pubblico alla Fondazione Palazzo Bricherasio.

Si coglie, attraverso i 110 quadri selezionati, l’essenza di una stagione pittorica legata ai «principi del vero», segnata dai contrasti tra luce e ombra, scandita da una scrittura in cui sono presenti i valori dell’uomo: «Da qui - si legge nel saggio di Francesca Dini, che ha curato l’esposizione - ha origine la poesia de Macchiaioli; quella poesia che scaturisce dall’amore per la vita, per la libertà, per la giustizia, intesa quest’ultima nel senso più ampio del termine». E come ha sottolineato Telemaco Signorini:«Ogni secolo ha il suo compito di civiltà da fornire... ».

Formatosi a Firenze nella metà dell’Ottocento, il movimento dei «Macchiaioli» comprendeva, tra le altre, le personalità di Giovanni Fattori, il più volte citato Telemaco Signorini (pittore, teorico e polemista del gruppo), Odoardo Borrani, Raffaello Sernesi, Adriano Cecioni, Serafino De Tivoli, Cristiano Banti, Silvestro Lega, il veneziano Federico Zandomeneghi, il romano Nino Costa, il veronese Vincenzo Cabianca, il napoletano Giuseppe Abbati, il marchigiano Vito D’Ancona e il critico Diego Martelli che affermò in «Scritti d’arte»: «la «macchia» era una delle novità rivoluzionarie che faceva capolino anche in Italia, e Signorini fu dei primi apostoli di questa nuova scoperta. Bandì ai quattro venti che in natura non esistono contorni... ».Apartire dal 1855, i «macchiaioli » si potevono incontrare al Caffè Michelangiolo, in via Larga a Firenze, che era «il ritrovo dei capi ameni, degli eccentrici, dei matti insomma comeha sempre qualificati i pittori il tranquillo borghese amatore delle arti», ricorda ancora Signorini.

Corredata dal catalogo Electa, con testi di Francesca Dini, Daniela Magnetti, Zeffiro Ciuffoletti, Luciano Alberti, Nicoletta Colombo, Silvio Balioni (che suggeriscono una chiave di lettura del movimento in rapporto con la letteratura, la musica, l’influenza sul paesaggismo ligure-piemontese, i moti patriottici, il Novecento), lamostra si sviluppa lungo otto sezioni che permettono di approfondire i vari momenti dell’attività dei «realisti toscani»: da «Origine e affermazione della «macchia »» a «Castigliocello e Piagentina, realtà e lirica del paesaggio », da «L’epica del quotidiano » a « Presagi di Naturalismo nella pittura dei Macchiaioli » e «La declinazione «gentile» del vero», «La «verità» di Fattori, «Il «carattere» di Signorini» e «il «Sentimento» di Lega».

E il fluire delle immagini offre le suggestive pagine dell’« Ave Maria» di Fattori (una tavola non più vista da oltre 50 anni) e la ritrovata tela «L’alzaia » dipinta da Signorini nel 1865, la gioiosa rappresentazione delle giovani ragazze nel «Girotondo» del Cannicci e il duro lavoro delle boscaiole di San Rossore delineate da Gioli nel 1887. Della Galleria di Palazzo Pitti è la limpida raffigurazione dei «Ladruncoli di fichi» di Sernesi e, poi, si ricorda la passeggiata di Ferroni, la «lettura » di Zandomeneghi, «Bovi sulla spiaggia» di Abbati, proveniente alla Galleria Nazionale di Roma, e «Bambini al sole» di Banti della Galleria Ricci Oddi di Piacenza, il «Nudo» di Vito D’Ancona dal Castello Sforzesco di Milano e il romantico dipinto «I fidanzati» di Lega, delle collezioni del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci.

«I MACCHIAIOLI/ SENTIMENTO DEL VERO»
PALAZZO BRICHERASIO, VIA TEOFILO ROSSI
Dal 16 feb al 10 giu; or.: lun 14,30-19,30, mar-dom 9,30-19,30, gio e sab sino alle 22,30
tel.011/ 5711811.


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