La «battaglia» portata avanti dall'Italia e dall'Europa non è finita, e adesso è il momento di lavorare per «implementare e far applicare» la risoluzione dell'Onu, ha sottolineato il ministro. Non è più comunque soltanto una «battaglia» portata avanti dall'Italia e dall'Europa, ha proseguito. All'Onu adesso c'è una «coalizione maggioritaria» che si batte contro la pena di morte e il risultato di oggi è soltanto «una tappa in vista dell'abolizione».
Il sì alla moratoria, fortemente voluta e sostenuta dal governo italiano, è arrivato alle 11,45 ora di New York, le 17,45 in Italia, dopo le dichiarazioni di voto contrarie di Antigua e Barbuda, Barbados, Singapore e Nigeria e quella favorevole del Messico. A nome degli abolizionisti, il rappresentante del Messico, ha detto invece che lo stop alla pena di morte porterà a un miglioramento dei diritti umani nel mondo. Il 15 novembre scorso, la Terza commissione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite aveva approvato la moratoria con 99 voti a favore, 52 contrari e 33 astenuti.
L'Italia è stato uno dei paesi che ha guidato il fronte contro il boia e «grande soddisfazione» per il sì dell'Onu alla moratoria sulla pena di morte è stata espressa da D'Alema pochi istanti dopo l'approvazione della risoluzione dall'Assemblea generale dell'Onu. È un risultato «più grande di quello che ci si aspettava», ha detto il titolare della Farnesina. L'approvazione della moratora contro la pena di morte, ha dichiarato il ministro degli Esteri, presente oggi al Palazzo di Vetro delle nazioni Unitee, dà l'opportunità di aprire un dibattito «anche in vista dell'abolizione». D'Alema ha poi espresso «gratitudine alla società civile», alle organizzazioni non-governative come Nessuno Tocchi Caino e Amnesty International che hanno lavorato per l'approvazione della risoluzione.
beh, meglio di niente no?





