Timidino ha scritto:
Ancora? Uff!
Gli impianti di cui parla Rubbia NON sono fotovoltaici ma termodinamici!!!!
Quindi il fotovoltaico non c'azzecca niente!

E' sempre il solito principio del scaldare l'acqua per metterla in circolo e far girare delle turbine che generano elettricità. Quindi sole->calore->vapore->elettricità!
Sorry non ho notato che si palava di "sistemi termodinamici a concentrazione".
Scusate se mi permetto ma ho bisogno di capire Rubbia che intende quando parla di SISTEMI TERMODINAMICI...In quanto quelli che io ho studiato fin oggi ne sono 2... QUello a Torre che è ancora in fase commerciale e quello a specchi parabolici lineari che però hanno delle limitazioni che non permettono la loro ampia diffusione.
SE RUBBIA SI RIFERIVA AD ALTRO, AD UN NUOVO SISTEMA ALLORA SPIEGATEMI DI CHE SI TRATTA , please perchè mi interessa molto.
Leggendo i tuoi link timidino mi sembra che si parli dei sistemi a collettori parabolici lineari.
Comunque nel caso dei sistemi a torre, ci sono degli eliostati che inseguono il moto del sole, concentrando i raggi solari su un ricevitore nel quale viene fatta circorare una miscela di sali fusi che assorbe il calore e lo accumula in appositi serbatoi; così con il calore accumulato ad alta temperatura (565°C) si produce vapore per alimentare un turbo-generatore.
Questo sitema è buono perchè ha introdotto delle migliorie rispetto a quelli paraboloci in quanto
ill liquido trasportatore di calore dovrebbe essere se non erro un nitrato di sodio e potassio che non è ne infiammabile nè tossico; poi il ciclo termodinamico è migliorato, ma mi evito di stare a spiegarvi i perchè (fate atto di fede).
Poi gli specchi sono composti da materiali compositi che sono molto più più leggeri, robusti ed economici rispetto alla lastra di vetro usata negli specchi parabolici.
Però ci sono dei svantaggi non indifferenti che rendono difficile l'applicabilità su grande scala e per elevate potenze, ovvero: l
e dimensioni eccessive della torre solare (l'altezza dipende dall'estensione del campo specchi che è proporzionale alla potenza dell'impianto); la difficoltà nella concentrazione della radiazione solare sul ricevitore posto a centinaia di metri di distanza (la distanza focale dei sistemi a collettori parabolici lineari è invece inferiore a due metri).
Per quel che riguarda i collettori parabolici che sono i più usati da 20 anni invece per quanto sia anche esso un buon sistema presenta anche lui dei svantaggi ENORMI, secondo me:
ovvero vengono usati combustibili fossili per integrare la produzione di energia termica quando il sole non c'è per ovvi motivi (notte oppure cielo nuvoloso).
Essi sono quindi degli impianto "ibridi" solare-combustibile fossile;
poi va considerata la bassa efficienza di conversione degli impianti, dovuta alla limitata efficienza di raccolta dell'energia solare e alla bassa temperatura di lavoro del fluido portatore di calore
(< 400°C); ma la cosa che a me più preme dire è che il fluido di lavoro utilizzato in questo impianto è MOLTO PERICOLOSO in quanto tossico e altamente infiammabile alla temperatura di esercizio.
Poi se Rubbia ha trovato modo di migliorare uno dei due sistemi apportando delle migliorie allora questo è un altro paio di maniche e chiedo a timidino di mandarmi link e materiale perchè mi interessa veramente molto sta questione come argomento di "studio".
Se ne ha inventato un terzo tanto meglio ancora...Inizierò a far ricerce
