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Messaggio23 mag 2008, 11:52 
Super Amico
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Allora ragazzi, la storia la sappiamo tutti: il Ministro Scajola ha annunciato la volontà del governo di adottare il nucleare. Io in giro per la rete ho letto numerosi pareri, favorevoli e contrari, ho letto tanti pro e tanti contro, e volevo sapere voi che ne pensate. Io tendenzialmente sarei favorevole, ma parlo da ignorante che sa ben poche cose in materia, quindi volevo vedere cosa ne pensate voi in merito alal questione. :wink:




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Messaggio23 mag 2008, 17:31 
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Io non parlo. Lascio che per me parli il premio Nobel RUBBIA.

Rubbia disse quanto segue, più o meno :"Concordo pienamente sul fatto che le ultimissime centrali nucleari sono assolutamente sicure eccetera eccetera. Altrettanto vero è che il problema delle scorie radioattive e' molto ridimensionato rispetto ad una volta".

Detto questo, lo stesso Rubbia, fece presente che però il problema scorie non era "morto". Ossia, ci sono ancora, anche se molto meno.
Domanda? Le scorie dove finscono? Risposta (mia stavolta) nei paesi poveri, africani, dove è nato "casualmente" anche il virus dell'HIV.

Rubbia disse che per il problema energetico Italiano c'erano 2 sole vie. Il Nucleare o Il Solare.
Centrali mega Fotovoltaiche (Solari appunto) risolverebbero il problema al pari del nucleare. Costa di più farle rispetto alle centrali nucleari, ma non producono scorie radioattive e i materiali sono perfettamente trattabili.

Perchè QUALUNQUE GOVERNO avrebbe comunque optato per il Nucleare? E' molto semplice. Da una parte sul Nucleare ci possono entrare moltissime speculazioni e intrallazzi. tra i lobbysti nucleari, i ricercatori, l'Enel che è un ente "privato" per modo di dire nonchè intrallazzi internazionali, un poì verso gli USA e un poì verso l'Europa, ma anche verso Israele.

Il Solare non ha lobbies, non porta intrallazzi, almeno non evidenti.

Per queste ragioni la soluzione del Nucleare pare la più convincente ai politici. Nessuno ha però spiegato che le riserve di Uranio rischiano di finire, o quasi, nel momento in cui Noi saremmo pronti con le centrali nucleari. Se ciò avvenisse lo Stato avrebbe buttato via miliardi di Euro. Se la riserva avvenisse dopo 10 anni che le centrali funzionano, idem. Che possa "esaurirsi" il Sole, come dire......lo vedo un po' più improbabile.......

Inoltre, l'opinione pubblica sarà favorevole al nucleare perchè un ragionamento (che non condivido a prescindere per la genesi che lo genera) si insinua. La Francia ha più di 30 centrali nucleari e Noi comperiamo dalla Francia Energia. Se scoppiasse una centrale in Francia Noi ci beccheremmo comunque le radiazioni. Quindi? Quindi facciamole anche in Italia, tanto le ha già la Francia. Come dire......il Tuo vicino di casa già non fa la raccolta differenziata quindi perchè dovrei farla io? Ragionamenti irricevibili per come sono fatto io.

Comunque ripeto. Il Nucleare si farà, e si sarebbe fatto comunque, con qualunque governo.
Diciamo che siccome l'attuale opposizione è "molto amica" dell'Enel e si vocifera che il Governo farebbe fare i lavori all'"ENI" (più vicina all'attuale governo) ecco che all'opposizione si scoprono anti-nuclearisti. Scommettiamo che se il governo dice: Metà centrali le fa l'ENI e l'altra metà l'Enel mi sentirò dire dall'opposizione "Adesso possiamo parlare in modo più sereno del nucleare?" Ecco perchè dico che, chiunque fosse andato su, avrebbe comunque fatto il nucleare, al quale, fino a che il problema scorie radioattive non sarà ridotto allo zero, resto contrario, perchè mi metto nei panni del povero africano che deve crepare per colpa delle radiazioni nocive delle scorie radioattive che mi arriverebbero a casa, a me, che non ho le centrali atomiche. Che mettessero dette scorie sotto le case dei politici nuclearisti , sia quelli che "in buona fede" sono semplicemente disinformati (il che è comunque inaccettabile - cambia lavoro - ) e, a ragion maggiore, a casa di quelli che ste cose le sanno perfettamente, salvo non dirle agli Italiani. A meno che vogliamo dire che Rubbia sia un imbecille......

Questa, in "breve" ma completa sintesi, il mio pensiero.

SI AL FOTOVOLTAICO, SI AL SOLARE. E saremmo la Prima Nazione al mondo. Finalmente sarebbero gli altri a Dire :"In Italia hanno fatto così" anzichè come al solito dire ........in Francia è così, in xxxxxxx è così e COPIARE, dagli altri, anche ciò che va evitato.


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Messaggio23 mag 2008, 19:11 
Super Amico
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the21st ha scritto:
il Ministro Scajola ha annunciato la volontà del governo di adottare il nucleare.

ALLELUJA!

Dunque non sono assolutamente un esperto in materia, ma qualcosina la so. Prima di parlare dico solo che sono a favore del nucleare SOLO SE viene fatto con tutti i crismi (e mi spiace dirlo, ma in Italia ho molta paura che verrebbe fatto all'Italiana, quindi tenuto su con lo sputo e gli stuzzicadenti).

Detto questo vedo nel nucleare e nelle energie rinnovabili (solare in particolare) le uniche vie d'uscita in questo mondo malato.

Parlando di nucleare c'è da dire che le scorie nucleari non sarebbero un problema se venissero trattate. Mi spiace non poter dare riferimenti certi e ora non ho tempo di fare ricerche su internet, tuttavia qualche mese fa in tv hano intervistato un fisico capoccione nel nucleare che ha deto che le scorie, adeguatamente trattate (e NON sotterrate come si fa ora) diventano assolutamente inerti e quindi assolutamente non pericolse. Ma l'uomo, si sà, è un fetente e sceglie non l'opzione migliore/più salubre ma quella più economica. Perchè trattare le scorie quando posso sotterrarle e lasciare il problema alle future generazioni? Lo stesso fisico ha poi detto che se si procedesse nella direzione del trattamento delle scorie si potrebbe scoprire nuove metodologie che ridurrebbero drasticamente i costi del lavoro, rendendolo appetibile anche rispetto al semplice sotterramento.

Quindi SI' al nucleare fatto bene e con il trattamento delle scorie.

Passando al solare, concordo anche su questo, ovviamente dandogli precedenza rispetto al nucleare, però sono assolutamente CONTRARIO alle mega centrali solari che occupano intere distese, sono una gran ca**ata. Quello spazio potrebbe essere usato per cose più importanti, come la produzione di cibo. Ma quali spazi sono veramente inutilizzati? I TETTI. Una casa con un paio di pannelli solari diventa, nell'arco dell'anno, quasi autosufficiente.Se ricoprissimo ogni casa di pannelli solari potremmo rendere autosufficienti intere città e, per induzione, l'Italia intera (ricordo inoltre che la maggior quantità di sole presente al sud aiuterebbe il nord nei mesi invernali). In questo caso le centrali (nucleari) sarebbero solo una specie di "batteria ausiliaria" ed entrerebbero in funzione solo quando il solare non ce la farebbe a soddisfare le nostre esigenze.

Poi bisogna considerare i progressi nel solare che pian piano stanno cominciando a rendere veramente conveniente l'installazione di pannelli solari fotovoltaici sulle nostre case (il problema resta ancora il costo iniziale elevato). Ora come ora riescono solo a convertire il 10% dell'energia solare assorbita in elettricità, ma pian piano questa percentuale va aumentando. Inoltre le nanotecnologie stanno cominciando a creare interessanti prodotti anche in questo campo (attualmente solo nell'ambito della ricerca), come le tegole fotovoltaiche, che convertono l'energia solare in elettricità, senza dover installare pannelli specifici. Non ci resta che attendere che questa tecnologia, ancora nello stadio sperimentale, venga commercializzata.

Non scendo in discorsi ovvi e banali :risata: , come il risparmio in fatto di oli combustibili per le centrali termoelettriche e in fatto di importazione di elettricità dai Paesi confinanti oppure il diminuito inquinamento.


Spero di essere stato esauriente e chiaro e non troppo logorroico, ho cercato di trattenermi :D


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Messaggio23 mag 2008, 22:37 
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concordo con Paperino quando dice che qualunque governo avrebbe adottato il nucleare come misura, sinceramente non sono molto favorevole. Vorrei (visto che la materia prima non ci manca) che l'Italia si attivasse nella cosidetta energia pulita, nel solare, nell'eolica. Ma la mia è solo una speranza dubito che venga fatto qualcosa di importante in questa direzione.
Concludo "rubando" una frase di Paperino
Cita:
SI AL FOTOVOLTAICO, SI AL SOLARE. E saremmo la Prima Nazione al mondo. Finalmente sarebbero gli altri a Dire :"In Italia hanno fatto così" anzichè come al solito dire ........in Francia è così, in xxxxxxx è così e COPIARE, dagli altri, anche ciò che va evitato.


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Messaggio24 mag 2008, 11:21 
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Aggiungo delle precisazioni perchè sono andato a leggermi per bene quel che ha detto Rubbia, e che altri Premi Nobel hanno detto.
Allora.....Nucleare privo del problema scorie è SOLO QUELLO DI QUARTA GENERAZIONE. Peccato che al momento nessuna nazione ce l'abbia.
In secondo Luogo, gli USA hanno abbandonato il Nucleare per spostarsi sulle energie rinnovabili (Eolico e Fotovoltaico, ossia......il vento e il sole) perchè il Nucleare costa troppo. Si calcola che il Solare costi di meno del Nucleare ad oggi, e questa è una novità per me, la quale mi fa ancora più essere a favore del Solare.
I tempi di costruzione di una centrale Nucleare sono almeno (come minimo) di 5 anni, una centrale solare si fa in 3 anni. Come ha giustamente osservato Timidino se il Solare fosse adottato nelle case (Lo Stato potrebbe iniziare a dare il buon esempio mettendolo in tutti i Palazzi di Residenza Pubblica -Case Popolari- ) già avremmo, conti alla mano, un risparmio energetico del 30% rispetto ad oggi (e non mi sembra poco). A quel punto con un po' di eolico e un bel po' di energia solare avremmo uno Stato che si approvvigiona di energia in modo pulitissimo, rispettoso dell'ambiente e senza nessun problema di scorie. Meglio di così.........Come si vede le soluzioni ci sono (ma nessun "mafioso" co potrebbe lucrare più di tanto......) quindi la domanda è :"Lo faranno?" Temo di no........... Noi copiamo sepre dagli USA. Gli USA dismettono il Nucleare a favore di Solare e Eolico. Sapramo imitarli anche in questo (una delle poche cose da copiare davvero da loro.......)? Ai posteri l'ardua sentenza.........


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Messaggio24 mag 2008, 14:00 
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Sono completamente d'accordo con paperino...non ne capisco molto,ma ci sarà un motivo se negli ultimi anni nessuno Stato ha costruito centrali nucleari...e anzi ci si sta indirizzando verso le fonti rinnovabili...
Sicuramente l'Italia ha un problema energetico ma non so fino a che punto abbia senso spendere soldi e tempo per costruire centrali nucleari adesso, quando l'uranio ormai sta per finire...bisognerebbe non solo cercare di risolvere il problema per la nostra generazione ma anche trovare un paino energetico che possa produrre effetti a lungo termine...e nn ci si può più basare sul nucleare secondo me....le prossime generazione infatti non potranno usufruirne!!

Si al solare...e al fotovoltaico!!!! :D


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Messaggio25 mag 2008, 14:52 
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Concordo sul puntare sulle energie rinnovabili come l'eolico e il fotovoltaico....alle canarie, meta vacanziera dell'anno scorso, usano solo energia eolica. Ma cmq il nucleare lo vedo come un passo importante per una nazione arretrata come la nostra.


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Messaggio25 mag 2008, 22:26 
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io sarei favorevole al nucleare qualora si risolvesse il problema "scorie", ma dato che per il momento non si fa altro che impacchettarle e mandarle in qualche paese del terzo/quarto mondo dico di no al nucleare.
Sarei favorevole a quello di 4 generazione che purtroppo però non è ancora stato messo a punto.
Secondo me dovremmo investire nelle fonti energetiche alternative come il solare e l'eolico in attesa che il nucleare venga "miglirato" e reso "pulito".


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Messaggio29 mag 2008, 3:57 
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Per quanto riguarda il fabbisogno energetico, il nucleare sta tornando prepotentemente in vista di una riduzione dei derivati del petrolio.
Sotto questo aspetto, le alternative sono 2: o la decrescita, cioé ridurre il nostro tenore materiale di vita e consumare meno energia, oppure trovare nuove fonti per soddisfare il bisogno sempre crescente.

Ma c'è anche un altro aspetto di cui si parla poco: il nucleare militare. Visto che la tecnologia non si può disinventare, e visto che è utopico sperare che gli attuali detentori di arsenali atomici se ne sbarazzino per amore della pace o del genere umano, o dell'ambiente, va da sé che qualunque Stato che voglia essere sovrano, e quindi indipendente per la propria difesa, è praticamente costretto a dotarsi di armamenti atomici. Diversamente, dovrà dipendere da qualcun altro per la propria difesa, rinunciando così alla propria libertà.
Proprio come succede all'Italia attuale.


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Messaggio6 giu 2008, 11:14 
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Rubbia: "Né petrolio né carbone
soltanto il sole può darci energia"

di GIOVANNI VALENTINI


GINEVRA - Petrolio alle stelle? Voglia di nucleare? Ritorno al carbone? Fonti rinnovabili? Andiamo a lezione di Energia da un docente d'eccezione come Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica: a Ginevra, dove ha sede il Cern, l'Organizzazione europea per la ricerca nucleare. Qui, a cavallo della frontiera franco-svizzera, nel più grande laboratorio del mondo, il professore s'è ritirato a studiare e lavorare, dopo l'indegna estromissione dalla presidenza dell'Enea, il nostro ente nazionale per l'energia avviluppato dalle pastoie della burocrazia e della politica romana.

Da qualche mese, Rubbia è stato nominato presidente di una task-force per la promozione e la diffusione delle nuove fonti rinnovabili, "con particolare riferimento - come si legge nel decreto del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio - al solare termodinamico a concentrazione". Un progetto affascinante, a cui il premio Nobel si è dedicato intensamente in questi ultimi anni, che si richiama agli specchi ustori di Archimede per catturare l'energia infinita del sole, come lo specchio concavo usato tuttora per accendere la fiaccola olimpica. E proprio mentre parliamo, arriva da Roma la notizia che il governo uscente, su iniziativa dello stesso ministro dell'Ambiente e d'intesa con quello dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, ha approvato in extremis un piano nazionale per avviare anche in Italia questa rivoluzione energetica.

Prima di rispondere alle domande dell'intervistatore, da buon maestro Rubbia inizia la sua lezione con un prologo introduttivo. E mette subito le carte in tavola, con tanto di dati, grafici e tabelle.

Il primo documento che il professore squaderna preoccupato sul tavolo è un rapporto dell'Energy Watch Group, istituito da un gruppo di parlamentari tedeschi con la partecipazione di scienziati ed economisti, come osservatori indipendenti. Contiene un confronto impietoso con le previsioni elaborate finora dagli esperti della IEA, l'Agenzia internazionale per l'energia. Un "outlook", come si dice in gergo, sull'andamento del prezzo del petrolio e sulla produzione di energia a livello mondiale. Balzano agli occhi i clamorosi scostamenti tra ciò che era stato previsto e la realtà.

Dalla fine degli anni Novanta a oggi, la forbice tra l'outlook della IEA e l'effettiva dinamica del prezzo del petrolio è andata sempre più allargandosi, nonostante tutte le correzioni apportate dall'Agenzia nel corso del tempo. In pratica, dal 2000 in poi, l'oro nero s'è impennato fino a sfondare la quota di cento dollari al barile, mentre sulla carta le previsioni al 2030 continuavano imperterrite a salire progressivamente di circa dieci dollari di anno in anno. "Il messaggio dell'Agenzia - si legge a pagina 71 del rapporto tedesco - lancia un falso segnale agli uomini politici, all'industria e ai consumatori, senza dimenticare i mass media".

Analogo discorso per la produzione mondiale di petrolio. Mentre la IEA prevede che questa possa continuare a crescere da qui al 2025, lo scenario dell'Energy Watch Group annuncia invece un calo in tutte le aree del pianeta: in totale, 40 milioni di barili contro i 120 pronosticati dall'Agenzia. E anche qui, "i risultati per lo scenario peggiore - scrivono i tedeschi - sono molto vicini ai risultati dell'EWG: al momento, guardando allo sviluppo attuale, sembra che questi siano i più realistici". C'è stata, insomma, una ingannevole sottovalutazione dell'andamento del prezzo e c'è una sopravvalutazione altrettanto insidiosa della capacità produttiva.

Passiamo all'uranio, il combustibile per l'energia nucleare. In un altro studio specifico elaborato dall'Energy Watch Group, si documenta che fino all'epoca della "guerra fredda" la domanda e la produzione sono salite in parallelo, per effetto delle riserve accumulate a scopi militari. Dal '90 in poi, invece, la domanda ha continuato a crescere mentre ora la produzione tende a calare per mancanza di materia prima. Anche in questo caso, come dimostra un grafico riassuntivo, le previsioni della IEA sulla produzione di energia nucleare si sono fortemente discostate dalla realtà.

Che cosa significa tutto questo, professor Rubbia? Qual è, dunque, la sua visione sul futuro dell'energia?
"Significa che non solo il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l'uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni, come del resto anche l'oro, il platino o il rame. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra".

Eppure, dagli Stati Uniti all'Europa e ancora più nei Paesi emergenti, c'è una gran voglia di nucleare. Anzi, una corsa al nucleare. Secondo lei, sbagliano tutti?
"Sa quando è stato costruito l'ultimo reattore in America? Nel 1979, trent'anni fa! E sa quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dal governo, dallo Stato, per mantenere l'arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l'uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie".

Ma non si parla ormai di "nucleare sicuro"? Quale è la sua opinione in proposito?
"Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali. Si può parlare, semmai, di un nucleare innovativo".

In che cosa consiste?
"Nella possibilità di usare il torio, un elemento largamente disponibile in natura, per alimentare un amplificatore nucleare. Si tratta di un acceleratore, un reattore non critico, che non provoca cioè reazioni a catena. Non produce plutonio. E dal torio, le assicuro, non si tira fuori una bomba. In questo modo, si taglia definitivamente il cordone fra il nucleare militare e quello civile".

Lei sarebbe in grado di progettare un impianto di questo tipo?
"E' già stato fatto e la tecnologia sperimentata con successo su piccola scala. Un prototipo da 500 milioni di euro servirebbe per bruciare le scorie nucleari ad alta attività del nostro Paese, producendo allo stesso tempo una discreta quantità di energia".

Ora c'è anche il cosiddetto "carbone pulito". La Gran Bretagna di Gordon Brown ha riaperto le sue miniere e negli Usa anche Hillary Clinton s'è detta favorevole...
"Questo mi ricorda la storia della botte piena e della moglie ubriaca. Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell'umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l'anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso".

E allora, professor Rubbia, escluso il petrolio, escluso l'uranio ed escluso il carbone, quale può essere a suo avviso l'alternativa?
"Guardi questa foto: è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell'elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità".

Ma noi, in Italia e in Europa, non abbiamo i deserti...
"E che vuol dire? Noi possiamo sviluppare la tecnologia e costruire impianti di questo genere nelle nostre regioni meridionali o magari in Africa, per trasportare poi l'energia nel nostro Paese. Anche gli antichi romani dicevano che l'uva arrivava da Cartagine. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l'energia necessaria all'intero pianeta. E un'area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell'Italia, un'area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma".

Il sole, però, non c'è sempre e invece l'energia occorre di giorno e di notte, d'estate e d'inverno.
"D'accordo. E infatti, i nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l'energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l'acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente".

Se è così semplice, perché allora non si fa?
"Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com'è accaduto del resto per il computer vent'anni fa".


Fonte



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Messaggio6 giu 2008, 17:40 
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e io k avevo aperto un thread apposta:D :risata: pardon..
comunque io vedo nel nucleare solamente un grande fonte di preoccupazione..
continuiamo a parlare di energia di 3a genrazione quando il mondo si sta già predisponendo per quella di 4a..non parliamo delle scorie, dei tempi di costruzione e di funzionamento e degli enormi rischi..dico solo NO



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Messaggio6 giu 2008, 18:07 
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Vice ha scritto:
continuiamo a parlare di energia di 3a genrazione quando il mondo si sta già predisponendo per quella di 4a..


Beh aspetta.. Ora, giusto o meno che sia il nucleare in Italia, Scajola ha comunque detto che le centrali da costruire sarebbero di quarta generazione... :wink:


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Messaggio6 giu 2008, 19:43 
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Ma nessuno legge quello che scrivo io? :(
Allora vi evidenzierò il passaggio saliente dell'articolo che vi ho riportato, è una cosa davvero sconvolgente... potremmo risolvere i problemi energetici DI TUTTO IL PIANETA in pochi mesi:
Timidino ha scritto:
Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l'energia necessaria all'intero pianeta.

Vi rendete conto di quanto sia forte quest'affermazione? Pensando alla situazione attuale del pianeta: carbone, petrolio, gas uranio e confrontandola con questa frase mi viene da vomitare...



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Messaggio7 giu 2008, 16:08 
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..si ma Scajola può dire quello che vuole sta di fatto che il nucleare resta energia di 3a gen. anche con lustrini e payette.. :| :|



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Messaggio7 giu 2008, 17:33 
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Ci sono però molti studi secondo i quali le energie rinnovabili produrrebbero solo una piccola parte del fabbisogno energetico nazionale.
Quindi se si vuole evitare a tutti i costi il nucleare, l'unica strada è la decrescita, cioé la riduzione dei consumi a favore di uno stile di vita più sobrio e meno confortevole... diciamo quello di 2/3 secoli fa, prima della rivoluzione industriale.
Francamente, al giorno d'oggi non vedo nessuna popolazione occidentale disposta a rinunciare a questa opulenza.

Inoltre rimane aperto, come dicevo sopra, l'aspetto del nucleare militare: è sufficiente che un solo Stato abbia armamenti atomici, perchè questi diventino necessari anche per tutti gli altri, perchè ovviamente non ci si può difendere dalle testate atomiche con gli aerei e i carri armati.

Quindi il discorso energetico è solo una parte della questione.


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