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Messaggio2 giu 2008, 2:03 
Amico
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Vorrei sfatare il mito che i paesi arabi sono luoghi pericolosi, dove appena vedono un occidentale gli sparano a vista..qualche anno fa sono andato in Pakistan con la mia famiglia e devo dire che è stata un esperienza meravigliosa!
il caldo, i posti meravigliosi, il cibo esotico e la gente gentilissima e straordinaria mi faranno ricordare quel viaggio come uno dei migliori della mia vita..
se vi piace l'avventura, i posti esotici e del tutto nuovi alla nostra cultura allora vi consiglio di visitare il Pakistan e le sue meraviglie, come Lahore e Multan oppure le catene del Karakoram..




(NB: solo un consiglio, evitare le zone tribali (Federally Administered Tribal Areas ) dove è scarso il controllo governativo e dove si possono rischiare spiacevoli disguidi)



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Messaggio3 giu 2008, 0:06 
Amico
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Pakistan, bomba all'ambasciata danese
lunedì 02 giugno 2008

Islamabad - Almeno otto persone sono rimaste uccise in un’esplosione provocata da un sospetto attacco kamikaze di fronte all’ambasciata danese a Islamabad. Lo ha annunciato la televisione pubblica pachistana. L’area dell’esplosione è stata evacuata e diverse ambulanze sono accorse sul posto. Secondo quanto riportano fonti della sicurezza locale, con molte probabilità l’attentato sarebbe stato condotto da un kamikaze a bordo di un’autobomba. Al momento non si hanno notizie di rivendicazioni. Decine di auto sono inoltre rimaste danneggiate dalla deflagrazione, avvenuta intorno alle 13 locali. Il ministro degli Interni, Kamal Shah, ha confermato che c’è stata un’esplosione all’esterno dell’ambasciata danese, ma non ha riferito ulteriori dettagli. Immagini provenienti dal quartiere della capitale pachistana coinvolto hanno mostrato decine di auto danneggiate e un grande cratere sul terreno. I soccorritori hanno tratto in salvo almeno una persona ricoperta di sangue, alla quale hanno subito dato una coperta arancione. La Danimarca ha subito minacce alle proprie ambasciate a seguito dalla pubblicazione da parte dei quotidiani nazionali di una caricatura del profeta Maometto. I musulmani ritengono un sacrilegio le vignette sul profeta.

(http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=266085)


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Messaggio3 giu 2008, 0:10 
Amico
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Vice ha scritto:
Vorrei sfatare il mito che i paesi arabi sono luoghi pericolosi, dove appena vedono un occidentale gli sparano a vista..)


Il Pakistan cmq non è un paese arabo... di fatto non è altro che una costola del vasto mondo indiano strappato alla madrepatria dalla islamizzazione.
Questo è il vero problema del Pakistan, l'islamizzazione, che ha portato i mali tipici di questa e altre credenze, come il fanatismo, l'esclusivismo, etc...


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Messaggio3 giu 2008, 19:48 
Amico
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Non diciamo str*nzate..scusa il termine, ma mi fa imbestialire che si spari così a 0 sull'Islam..
intanto la storia del Pakistan non è breve come la proponi tu..e se è vero che esistono gruppi integralisti anche in Pakistan, bè allora ribatto dicendo che in Italia noi abbiamo le BR, i gruppi di estrema destra, la Mafia, l'Ndrangheta, la Camorra, ecc ecc..
Io che in Pakistan ci sono stato, non in un mega villaggio turistico stile SharmElSheik, ma in città vive e pulsanti delle tradizioni locali come Peshawar e Lahor ti posso dire di aver potuto avvicinarmi molto di più alla cultura del P., molto più di quanto ci vogliano presentare i giornalisti biechi e striscianti come Magdi Allam, che ci presentano il mondo mussulmano come un focolaio di violenze e futuri terroristi..
quello che mi ha colpito della gente è stata la loro gentilezza, la loro disponibilità e il loro vivere felici di quel poco che avevano..nessuno mi ha puntato fucili in testa e nessuno mi ha insultato per il mio essere occidentale..quindi fai un po' te..magari quando sono andato i terroristi ed esaltati erano tutti in vacanza..chissà



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Messaggio5 giu 2008, 5:54 
Amico
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Vice ha scritto:
Non diciamo str*nzate..scusa il termine, ma mi fa imbestialire che si spari così a 0 sull'Islam..
intanto la storia del Pakistan non è breve come la proponi tu..e se è vero che esistono gruppi integralisti anche in Pakistan, bè allora ribatto dicendo che in Italia noi abbiamo le BR, i gruppi di estrema destra, la Mafia, l'Ndrangheta, la Camorra, ecc ecc..
Io che in Pakistan ci sono stato, non in un mega villaggio turistico stile SharmElSheik, ma in città vive e pulsanti delle tradizioni locali come Peshawar e Lahor ti posso dire di aver potuto avvicinarmi molto di più alla cultura del P., molto più di quanto ci vogliano presentare i giornalisti biechi e striscianti come Magdi Allam, che ci presentano il mondo mussulmano come un focolaio di violenze e futuri terroristi..
quello che mi ha colpito della gente è stata la loro gentilezza, la loro disponibilità e il loro vivere felici di quel poco che avevano..nessuno mi ha puntato fucili in testa e nessuno mi ha insultato per il mio essere occidentale..quindi fai un po' te..magari quando sono andato i terroristi ed esaltati erano tutti in vacanza..chissà



Non ho voluto proporre una storia del Pakistan, cmq schematizzando all'osso quello che ho detto ha un determinato senso, avente una fortissima aderenza alla realtà. La stessa creazione del Pakistan come secessione dall'India per motivi religiosi, poteva avvenire solo nel caso di una religione intollerante, esclusivista e proselitistica, che non può costituzionalmente convivere con le altre. E tale è l'islam (come anche il cristianesimo, ovviamente). La prova a contrario ce l'hai osservando la realtà indiana, che è una vera e propria galassia di culti, filosofie e misteri che si intrecciano e vivono parallelamente da sempre senza troppi problemi.
Fra l'altro il "problema" non data mica da adesso, ma da molto più indietro nel tempo, visto che l'islam non è certo una presenza originaria in quelle terre e prima c'erano culture fiorenti e molto profonde che sono state spazzate via.

Detto questo, che la gente in Pakistan sia calda e ospitale può anche essere verissimo, ma ciò non cambia di una virgola le caratteristiche dell'islam in sé stesso: semplicemente si tratta di piani diversi. E non ho nemmeno detto che siano tutti i terroristi: a me Magdi Allam e consimili fanno ribrezzo, tanto per la precisione.

Le mafie e la camorra, a loro volta, non hanno alcuna attinenza, sono fenomeni di natura completamente diversa, non mi pare che prendano origine o giustificazione da una eresia della religione dominante. O sbaglio ?


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Messaggio5 giu 2008, 6:02 
Amico
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Per chiarire da quanto addietro partano i mali di quell'area geografico-culturale, ti posto una intervista ad uno dei maggiori orientalisti italiani

(Ezio Albrile è nato a Torino nel 1962. Membro della Società Italiana di Storia delle Religioni, studioso di fenomeni religiosi sincretistici al crocevia tra Oriente e Occidente (gnosticismo, mandeismo, manicheismo, ecc.), attualmente assistente per le stesse materie presso la Cattedra di Antropologia Culturale della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. Collaboratore nelle stesse tematiche presso il Dipartimento di Orientalistica dell'Università degli Studi di Torino. È stato consulente per il settore semitico-iranico nella ricerca sulle "Gemme magiche e gemme gnostiche nel sincretismo tardoantico" del CNR, coordinata dal professor Attilio Mastrocinque dell'Università degli Studi di Verona, e consulente del professor padre Andrea Strus (Pontificio Ateneo Salesiano) nell'interpretazione dei reperti del mausoleo paleocristiano rinvenuto nei pressi di Bet Giemal (Palestina). Consulente scientifico della casa editrice Mimesis (Milano), e in passato di Giordano Editore (Cosenza). Invitato al Convegno della Fondazione Eranos di Ascona dedicato agli "Dèi ignoti" (2001). E' autore di oltre cento articoli dedicati ai soggetti indicati.)

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A colloquio con Ezio Albrile, esperto di storia delle religioni dell’Asia centrale. Qui anche la lingua non ha nulla a che vedere con l’arabo.
Afghanistan, crocevia complesso di popoli e fedi
Questa terra visse un intreccio di tradizioni iraniche e cristiane: fu assai restia ad islamizzarsi



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Profughi afghani a Peshawar, in Pakistan, aprono gli aiuti alimentari delle Nazioni unite

Intervista di Roberto Tottoli dal Giornale di Brescia del 3.X.2001

In questi giorni di attesa, dopo i terribili attentati di New York e Washington dell’11 settembre, dell’offensiva americana, i talebani cercano di difendere il proprio potere su una terra che da qualche anno dominano applicando la più rigida legge islamica. Terra ricca di una storia millenaria, l’Afghanistan da poco più di vent’anni è salito agli onori delle cronache per la guerra civile, l’invasione sovietica, il regime fondamentalista e la distruzione delle statue di Bamyan. Non di queste ultime tristi vicende, ma della sua lunga storia, spesso poco conosciuta, abbiamo parlato con Ezio Albrile, esperto di storia delle religioni che ha al suo attivo numerose pubblicazioni sulla storia religiosa dell’Iran e di questa regione del mondo.

L’Afghanistan è noto alle cronache degli ultimi vent’anni, dopo l’invasione sovietica, e soprattutto ora con l’invasione sovietica. Qual è la storia di questa regione?


«I territori che attualmente sono conosciuti con il nome di Afghanistan nell’antichità erano occupati da tribù iraniche. Furono incorporate da Ciro nell’Impero achemenide nel primo millennio avanti Cristo e appartenevano così alla storia del mondo antico e del Mediterraneo a tutti gli effetti. Lo dimostra la lingua ufficiale, che è il pashtu, una lingua indo-iranica, fortemente legata all’avestico della Persia, la lingua degli antichi testi religiosi zoroastriani. Si tratta di una lingua che non ha nulla a che vedere con l’arabo. Altre lingue sono parlate in Afghanistan, di origine iranica oppure turche, a dimostrazione di una realtà comunque complessa».


Ma l’Afghanistan ha avuto una funzione nella storia delle civiltà per questa sua antica appartenenza al mondo iranico?


«È stato un luogo di transizione attivissimo, un crocevia ideale tra Oriente e Occidente. Ad esempio, durante il regno dei Kushana, una popolazione centroasiatica stanziatasi sin dal 135 a.C. nei territori della Bactriana (attuale Balkh), si ebbe un grande fiorire di arte e cultura che fece di quest’area il fulcro e il centro della famosa via della seta. Non solo merci, ma anche idee e concezioni religiose passarono per questa via dove, non dimentichiamolo era già giunto anche Alessandro Magno e quindi la cultura ellenica. Le statue enormi del Buddha distrutte dai talebani a Bamyan appartengono a questo periodo della storia dell’Afghanistan. Paradossalmente, ma non troppo, l’impero kushana rappresenta una sorta di sintesi tra ellenismo e cultura iranica realizzata ben prima degli arabi e dell’islam».


Quale era la situazione religiosa?


«Va subito detto che l’Afghanistan fu assai restio a islamizzarsi. Il termine arabo kafir, che significa eretico, designava anticamente la popolazione dell’Afghanistan intero prima della conversione. Infatti si può parlare di una crociata islamica, avvenuta nell’VIII-IX secolo, contro i miscredenti afghani per convertirli. Prima di questa data, le tradizioni afghane erano legate alle religioni dell’Iran antico. La regione che ha dato i natali a Zoroastro, il Sistan, ad esempio, si trova oggi a metà tra l’Iran e l’Afghanistan, nella zona sud-occidentale. Sempre dal Sistan proveniva uno dei re Magi, Gaspare - nome che nella sua versione in avestico significa «colui che possiede la forza luminosa». Gaspare era feudatario di quella regione ed aveva dimora in un castello situato in un’isola all’interno del lago Hamun, nella regione del Sistan. La presenza buddista è stata pure significativa almeno nei secoli immediatamente precedenti la conversione all’islam, così come sicuramente vi arrivarono anche cristiani. Queste vicende hanno spinto Gianroberto Scarcia, un insigne studioso di religioni dell’islam antico, a parlare di «magi afghanizzati», sottolineando l’intrecciarsi di tradizioni iraniche e tradizioni cristiane».


Si tratta quindi di una terra dalla storia religiosa complessa, in cui alcune delle religioni storiche si sono confrontate...


«Sì, ma non solo le religioni storiche, bensì anche le popolazioni con le loro migrazioni e forme di religiosità eterodosse. Ricorderei, ad esempio, tra le tante etnie dell’Afghanistan, quella dei baluci, presso cui si preservano e tramandano arcaiche tradizioni persiane, come la leggenda della cosiddetta «fenice iranica», il Simurgh, un mitico e favoloso uccello che ha attraversato la fantasia di tante popolazioni iraniche e musulmane nel corso dei secoli. Oppure citerei, per quanto riguarda tradizioni religiose peculiari, il caso dello Zabulistan, una regione afghana in cui era praticata un’antica forma di fede iranica, che vedeva come divinità suprema Zurvan, dio del Tempo e che genera due gemelli, il dio della Luce Ohrmazd e il dio delle Tenebre (Ahriman), uno dei miti centrali nella mitologia dell’Iran antico».


Tutte queste tradizioni hanno lasciato traccia nell’Afghanistan musulmano?


«Sì, nelle tradizioni popolari e in testi storici della regione. Ironia della sorte, l’islam sunnita fondamentalista non ha nulla a che vedere con la storia musulmana dell’Afghanistan che ha conosciuto vicende complesse e intermittenti tutt’altro che omogenee. Sotto veste islamica hanno continuato a persistere nei secoli vecchie concezioni religiose, prova ne è che nella regione del Pamir si trovano comunità della setta islamica degli ismailiti, noti in Occidente per essere seguaci dell’Aga Khan. Gli ismailiti sono gli ultimi depositari dell’antica dottrina esoterica legata all’antica gnosi iranica che predica il dualismo e la contrapposizione dei due principi: la Luce e la Tenebra».


Nelle sue definizioni ritorna sovente il riferimento all’Iran...


«Questo mi consente un’utile precisazione. Troppo spesso si confonde islam con "arabo", quando invece la componente iranica ha avuto un ruolo centrale all’interno della civiltà islamica, tanto da svolgere, per fare un esempio, lo stesso ruolo che svolse la cultura italiana nella civiltà europea rinascimentale. Iranici sono alcuni dei personaggi più eminenti nella storia della civiltà islamica, che scrissero spesso in arabo, ma che nulla avevano a che vedere con la componente etnica araba, con cui condividevano unicamente la fede islamica». Concludiamo il nostro colloquio aggiungendo che, ironia della sorte, quello che mai è accaduto in oltre un millennio di storia musulmana è avvenuto negli ultimi anni: arabi di Bin Laden e un regime fondamentalista hanno stretto una terra bellissima e un popolo composito in una morsa che vuole tagliare e cancellare ogni differenza.

Tratto da: http://www.giornaledibrescia.it/giornal ... RA/T1.html


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Messaggio5 giu 2008, 19:06 
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scusa ma continuo a non capire come si possa ricondurre i problemi del Pakistan all'Islam..



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Messaggio5 giu 2008, 19:20 
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Eh ma io invece non capisco che centra l'Afghanistan col Pakistan..? :lol: Ad ogni modo, islam o non islam, il Pakistan resta un paese dove i problemi sono parecchi. Il Pakistan potrebbe anche non c'entrare un tubo con l'islam e col modello di società che questo implica, ma se avesse un modello di civiltà vicino a quello indiano non credo sarebbe di molto meglio: non dimentichiamo che in India la società è ancora divisa in classi e se nasci povero non puoi morire ricco... :roll: Comunque, personalmente, in Pakistan non c'andrei mai, almeno per come stanno le cose ora: possiamo anche lasciar stare l'attentato all'ambasciata danese (per altro ultimo di una serie), ma l'assassinio alla Bhutto l'abbiamo scordato? O i terroristi di Al-Quaeda che si rifugiano la? Ci sono parecchi problemi la... :roll:


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Messaggio5 giu 2008, 23:58 
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vabbè io ci ho provato a fargli un po' di pubblicità positivo.. :mrgreen:
in caso se trovo le foto di qnd sono stato ve le posto così lo potete ammirare a distanza di sicurezza :lol:



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Messaggio6 giu 2008, 16:34 
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Vice ha scritto:
vabbè io ci ho provato a fargli un po' di pubblicità positivo.. :mrgreen:
in caso se trovo le foto di qnd sono stato ve le posto così lo potete ammirare a distanza di sicurezza :lol:


:lol: :lol: :lol: :lol: :lol:


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Messaggio7 giu 2008, 18:40 
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Vice ha scritto:
scusa ma continuo a non capire come si possa ricondurre i problemi del Pakistan all'Islam..


Mah... è una questione di punti di vista, di priorità... certo ogni paese può avere infiniti problemi di sorta, se poi si parte da un punto di vista "turistico", magari si sarà portati ad anteporne altri...
Io non partivo da un punto di vista turistico, beninteso...


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