Perché sei tu.
Per la tua voce ipnotica,
come un coro di violini
accordati su una nota sconosciuta.
Per l'odore del tuo respiro
che ora posso solo immaginare.
Per i tuoi capelli artificiali
come i Paradisi di Baudelaire,
e le tue morbide giunoniche forme.
Perché sei una fottuta stronza,
tr0ia e pudica, bianca e nera,
priva di sfumature.
Perché sei la prima che abbia mai desiderato,
anima e corpo.
Perché mi hai insegnato
che dobbiamo metterci in gioco,
se vogliamo capirci qualcosa
di questa vita e di noi stessi.
Perché ti ho amata,
chissà quanto idealizzata
di sicuro mi hai ossessionato.
Lo sai bene che ho amato
quel sorriso malizioso,
la tua superbia straripante.
Seppur in brevi attimi,
seppur non te l'abbia mai dimostrato,
seppur te l'abbia negato.
E ti ho odiata, naturalmente.
Perché non posso amare una donna
se non la odio al tempo stesso.
Perché chiamami bambino,
ma sarò sempre pazzo
di quella ragazza di plastica finta.
Nonostante coloro che sono venute dopo,
che ci sono oggi,
che verranno domani.
Perché sei stata per me il coltello.

