«Uno spettacolo assolutamente nuovo, un musical ma anche qualcosa di più: è stato entusiasmante creare circa 50 personaggi, tra gruppi e singole ricostruzioni, per far vivere sul palcoscenico l’Inferno della Divina Commedia di Dante»: Carlo Rambaldi anticipa così, da Genova che due anni fa gli ha conferito la laurea in ingegneria meccanica e ora gli dedica un’installazione al Festival della Scienza, il kolossal che, patrocinato dal Vaticano, verrà proposto in anteprima il 22 novembre nell’apposito teatro tenda sistemato a Tor Vergata. La Divina Commedia. L’Opera, prodotta da Nova Ars, andrà poi in tournè in tutta Europa, con la struttura da 2500 posti, il palcoscenico di oltre 650 metri quadrati, 500 costumi e 100 persone in scena tra attori, cantanti, ballerini, acrobati. La regia è di Elisabetta Marchetti (Don Matteo 5 e 6, Un medico in famiglia 5) con Daniele Falleri, protagonista Vittorio Matteucci, il perfido Frolo per Notre Dame di Riccardo Cocciante, interprete di Tosca, amore disperato di Lucio Dalla, ma anche Giuda nella versione italiana di Jesus Christ Superstar. Le musiche, con punk e rock per l’inferno, gregoriano per il Purgatorio, sinfonica per il Paradiso, sono di monsignor Marco Frisina, direttore del centro liturgico del Vicariato di Roma e della Cappella lateranense, che fu responsabile dei grandi eventi per il Giubileo 2000, autore delle colonne sonore di fiction come Papa Luciani, il sorriso di Dio, Giovanni Paolo II, Callas e Onassis, Don Bosco.
Tra le realizzazioni di Rambaldi, le tre Furie Aletto, Tersifone e Megera, demoni, gruppi di dannati, ma soprattutto Lucifero, una sorta di costume animato dall’attore all’interno, e la figura e il carro del Grifone. «Un’esperienza entusiasmante - dice il mago degli effetti speciali, tre Oscar per King Kong, E.T. e Alien, affezionato però soprattutto al bestione di 6 metri di White Buffalo - e assolutamente innovativa». L’artista ferrarese, figlio di un meccanico di biciclette, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna dove ogni tanto il grande Morandi si metteva alle spalle degli allievi per commentare «Che boiata, che schifo», ha da anni un sogno. Ed è quello di realizzare Pinocchio con un burattino animato, «perché fino ad oggi tutti hanno tradito Collodi», compreso Comencini, «che mi rubò con l’inganno il Pinocchio che avevo preparato, escludendomi dalla realizzazione della serie tv», come attesta il successivo risarcimento ottenuto. La trasposizione cinematografica cui Rambaldi si sta preparando avrà la regia di suo figlio Victor, impegnato ora a Imola per il set del film «Il soffio dell’anima». Dall’ottantaduenne maestro che vive tra Roma e Los Angeles un invito: «Il cinema dovrebbe essere ormai europeo, per avere mezzi e platee competitive rispetto agli Usa».


