Sabato 3 maggio si celebra in tutta Italia lo «Skin Cancer Day 2008». La giornata di prevenzione e informazione dei tumori della pelle è stata presentata a Milano dal presidente della Società italiana dermatologica medica, chirurgica, estetica e malattie sessualmente trasmissibili, professor Marico Aricò, e dal presidente dall'Associazione dermatologi ospedalieri italiani, dottor Patrizio Mulas. L'obiettivo della giornata è quello di combattere i carcinomi e i melanomi, tumori maligni che colpiscono di più rispetto agli altri, soprattutto al di sopra dei 40 anni. Sabato 3 maggio i dermatologi italiani saranno a disposizione, presso le strutture ospedaliere e universitarie, per informazioni alle persone con più di 40 anni. In questa occasione i cittadini potranno ricevere le giuste risposte ai dubbi ed alle problematiche legate alla presenza dei nei, soprattutto se numerosi o di recente e rapida insorgenza, all'esposizione solare e consigli utili per la opportuna prevenzione dei tumori cutanei. I centro aperti al pubblico sono 100 e possono essere individuati nei siti:
http://www.skincancerday.it,
http://www.adoi.it e
http://www.sidemast.org.
LA DIAGNOSI PRECOCE FA LA DIFFERENZA - I tumori maligni della pelle sono molto frequenti. In Italia ogni anno si osservano circa 135 nuovi casi ogni 100mila abitanti, complessivamente oltre 65mila nuovi malati. Il melanoma, dà metastasi ed è poco sensibile alle chemio-radioterapie, con alto rischio di mortalità. Se diagnosticato nella sua fase iniziale il tasso di guarigione si aggira intorno al 95% dei casi. Nel 70% dei casi il melanoma compare sulla pelle sana mentre nel 30% dei casi insorge su un neo preesistente. Si localizza più frequentemente agli arti inferiore nelle donne e al torace nell'uomo. L'obiettivo primario dello Skin cancer Day è la prevenzione di questi tumori che, se presi in tempo, danno percentuali elevate di guarigione.
PROTEZIONE INDISPENSABILE - Tutto l'anno in ufficio, e poi, con le sospirate ferie, un pieno di sole, nella convinzione che bastino pochi giorni da 'lucertolà per avere una bella pelle ramata. Ma così non è: il «trauma da abbronzatura», cioè l'esposizione improvvisa di una pelle bianchiccia a ore e ore di raggi solari, può avere conseguenze letali. Non a caso negli ultimi dieci anni i melanomi, i tumori cutanei a più alta malignità, sono raddoppiati. È l'allarme lanciato da , alla vigilia dello «Skin Cancer Day», iniziativa che consentirà alle persone over 40 di effettuare visite dermatologiche gratuite in numerose strutture universitarie e ospedaliere.
«Se si vuole limitare il proliferare dei tumori alla pelle», spiega Sergio Chimenti, direttore della Clinica Dermatologica dell'Universitàdi Tor Vergata, «bisogna anzitutto «agire sulle cattive abitudini di vita. Non si può stare al chiuso tutto l'anno e poi farsi una settimana alle Seychelles, sempre sotto il sole, perchè la pelle così la distruggiamo». Fortunatamente, a fronte della crescita del numero dei melanomi «sono in diminuzione quelli in stato avanzato, segno che riusciamo di più a prenderli in tempo». Tuttavia il problema resta, ed è un problema sociale: «Con l'aumento del benessere, dei ceti medi, negli ultimi decenni sempre più persone fanno ferie esotiche, nella convinzione che l'abbronzatura anche d'inverno sia sinonimo di ricchezza e di successo. E si ricorre sempre più spesso alle lampade abbronzanti». Il consiglio dell'esperto è insomma quello di limitarsi a un'abbronzatura «graduale», e naturalmente di «proteggersi adeguatamente con creme e prodotti di fotoprotezione, non solo con quelli puramente abbronzantì. Un'abitudine che non è ancora radicata, su cui occorrerebbe maggiore informazione e sensibilizzazione». Basta poco, insomma: d'altra parte gli effetti negativi del buco dell'ozono, riferisce Chimenti, così come quelli dello smog, «non sono correlabili all'aumento dei melanomi, o perlomeno non ci sono ancora studi clinici che provino che l'aumento dei tumori alla pelle sia dovuto anche a questi fenomeni figli dell'industrializzazione».