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Vendesi voto

Riflessioni Su Temi Di Attualità

Messaggiodi the21st il 29 mag 2007, 8:00

Qualcuno mi dice che io me la sia presa un pò troppo, ma devo ammettere di essermi sentito davvero un verme dopo aver promesso il mio voto ad un idiota in cambio di denaro. Il seguente articolo è tratto da uno sito della mia città, e fa un analisi spiccicata di quanta me**a ci sia in giro, di quanto poco contino gli ideali ai giorni nostri, di quanto poco valore si da alla propria diginità e di quanto false siano le nostre istituzioni.

Vendesi voto

Riflessioni di un elettore intenzionato a votare un amico, anche se si è candidato nello schieramento che detesta.

"Una sola preoccupazione spinge a costruire programmi nuovi o a modificare quelli che già esistono: la preoccupazione dell'esito delle prossime elezioni. Non appena nella testa di questi giullari del parlamentarismo balena il sospetto che l'amato popolo voglia ribellarsi e sgusciare dalle stanghe del vecchio carro del partito, essi danno una mano di vernice al timone. Allora vengono gli astronomi e gli astrologi del partito, i cosiddetti «esperti» e «competenti», per lo più vecchi parlamentari che, ricchi di esperienze politiche, rammentano casi analoghi in cui la massa finì col perdere la pazienza, e che sentono avvicinarsi di nuovo una minaccia dello stesso genere. E costoro ricorrono alle vecchie ricette, formano una «commissione», spiano gli umori del buon popolo, scrutano gli articoli dei giornali e fiutano gli umori delle masse per conoscere che cosa queste vogliano e sperino, e di che cosa abbiano orrore."Sono le parole di apertura del Mein Kampf. Non è una risposta adeguata agli ingenui che chiedono dove siano finiti i programmi elettorali? Ovviamente si tratta di una provocazione, a fronte della quale i fondamentalisti di destra si sentiranno rinvigorire per simili richiami bibliografici, mentre i "compagni" di sinistra solleveranno accuse di neonazismo... Beh, in entrambi i casi si avrebbe la prova che a Lucera, almeno gli estremisti sono ancora vivi. La speranza che qualcuno tenti di trapanare i timpani dei dormienti potrebbe risvegliarsi inaspettatamente. In ogni caso, va riconosciuto che i riferimenti al presente sono molteplici, il che, se per certi versi risulta deprimente, per altri implica che le problematiche da affrontare al giorno d'oggi non rappresentano certo un vulnus improvvisamente apertosi nella società moderna: il processo di delega delle funzioni di governo (di una comunità o dell'intero popolo) a pochi rappresentanti, è estremamente complesso e forse intrinsecamente degenerativo. Aldilà delle elucubrazioni mentali di cui sopra, conviene arrivare dritto al sodo: quanti considera realmente la vendita del proprio voto un'oscenità? Un giovanotto di 20 anni senza una lira in tasca, si reca ad una delle innumerevoli sedi dei candidati consiglieri e chiede: avete bisogno di rappresentanti di lista? In cambio della gentile donazione di 50 euro, volentieri scriverà il nome del suo benefattore sulla scheda elettorale, e magari sarà pure disposto a filmare l'operazione con il suo telefonino. Un altro giovanotto, invece, offre i propri umili servigi in qualità di dispensatore di romanticismo floreale, avvolto dell'aura nostalgica dei tempi che furono, quando i politici distribuivano pane per i vicoli napoletani. Anche se va riconosciuta un'eleganza del tutto inedita per la cultura politica lucerina. I più determinati, memori delle epiche vicende dei film di Walter Hill, percorreranno nottetempo le vie della città, impavidi guerrieri notturni, tappezzando i muri con il bel faccione del candidato che li ha pagati... Pochi spiccioli da spendere nei locali notturni, a far baldoria con gli amici. Le aspettative migliorano sensibilmente se si ha la fortuna di appartenere ad una famiglia numerosa: garantendo una decina di voti, il gioco è fatto: un posto di lavoro, magari precario o mal pagato, ma pur sempre un posto di lavoro, sarà alla portata del predestinato. Di conseguenza, se un anonimo sconosciuto si presentasse al cospetto degli elettori lucerini mettendo in chiaro che non ha nulla da dare in termini di posti di lavoro e gettoni di 50 euro, e che al contrario del costume imperante, è sua intenzione cercare di trovare una risposta alla richiesta di trasparenza e imparzialità nella gestione della cosa pubblica, ebbene: quanti sarebbero disposti ad accordargli la sperata fiducia? Probabilmente pochissimi elettori, per le motivazioni di cui sopra nonché per quello che potremmo definire "parentismo": un parente si candida, quindi va votato. La persona disinteressata che ha intenzione di entrare far parte dell'elevatissimo numero di elettori che annulleranno la propria scheda elettorale o neppure andranno a votare, si chiederà per quale motivo dovrebbe credere alle promesse che tutti i candidati fanno, promesse che cadranno nel totale oblio postelettorale. Diventa difficile biasimare simili e diffusissime convinzioni , che per quanto possano sembrare qualunquiste hanno comunque solide radici logiche radicate nell'esperienza comune. Disillusione e sfiducia da un lato, cinismo e biechi personalismi dall'altro, fungono da catalizzatori del sentire popolare. La primitiva sanità del popolo (termine da intendersi nella pura concezione pasoliniana) è messa a dura prova dalle pressanti storture che instancabilmente operano nel forgiare la mentalità di giovani e adulti. Un antico detto recita: accompagnati a chi è migliore di te e sii pronto a pagargli pure le spese. Chi è migliore: chi conduce una vita onesta, operosa, equilibrata, oppure chi è capace di intrecciare rapporti con chi conta, di spremere i frutti anche se ancora acerbi, di ottenere il massimo anche se non gli spetta? Il padre raccomanderà al figlio di avere degli amici sinceri, fino a quando non si imporrà la necessità di trovare un'occupazione. Non importa se il prezzo da pagare è la propria dignità, quando è in gioco l'opportunità di dare una dritta alla propria vita.
E camminando per strada, quel padre si inchinerà togliendosi il cappello nel salutare "Colui che è meglio di te", il quale dopo aver sorriso dirà all'accompagnatore di turno: "Ah, brava persona. Gli ho sistemato il figlio due anni fa'. Comunque, controlla in quale sezione vota: non vorrei avesse dimenticato chi è il suo salvatore." L'assoggettabilità al ricatto è la più grave piaga della nostra società. Se si ha la possibilità di investire migliaia di euro in una campagna elettorale al fine di comprare il consenso, le reali capacità rappresentative risulteranno ineluttabilmente falsate, soprattutto quando la differenza la danno poche decine di preferenze. Da tali premesse emerge un quadro inquietante: nessun cittadino ormai crede nelle buone intenzioni dei candidati ("vanno lì per fare i fatti propri"), quindi darà il voto a chi offre di più; viceversa, il candidato si convince che è più facile comprare i voti, anziché conquistarli per mezzo di una vera, autentica azione politica che parta da ben più lontano che dall'ultimo mese prima delle elezioni. Ci si deve chiedere, allora, che ruolo hanno i partiti. Alla tesi suesposta si può controbattere che queste entità ormai quasi astratte svolgono la propria attività istituzionale incessantemente, non solo in campagna elettorale. Tuttavia, la trasparenza degli ideali di cui essi sono portatori e di cui dovrebbero essere promulgatori, sta velocemente trasmutando in una preoccupante invisibilità. E' chiaro pertanto che i lineamenti dei singoli uomini di partito, piuttosto che restare dei bassorilievi, emergono a tal punto da occultare totalmente l'esistenza dei valori storici del partito stesso. Detto in altri termini, forse più brutali ma sicuramente più efficaci: che senso ha l'esistenza dei partiti? Le continue trasmigrazioni da uno schieramento all'altro, non sono la conferma che persino chi da tanti anni si dedica alla politica, alla resa dei conti chiede il voto come riconoscimento personale, piuttosto che quale ambasciatore di idee che prescindono dal singolo per trascendere in un'ideale condivisibile?

Ultimo due appunti da parte mia:
1) Dopo aver capito come funzionano quese cose, prometto a me stesso ke nn c'entrerò mai più dentro, neppure da rappresentante di lista come ho fatto, sbagliando, questa volta.
2) E il bello è ke, dopo le elezioni vinte dal centrodestra, la CdL esulta... come se a vincere siano stati i veri ideali di destra...


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