Iscritto il: 31 mar 2004, 10:35 Messaggi: 12894 Località: Cagliari Età: 30 Sesso:
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Week-end benessere
Valsugana, fine settimana antistress Situata a pochi chilometri da Trento,la Valsugana si presenta agli occhi del visitatore come un'oasi caratterizzata dai laghi di Caldonazzo e Lèvico e circondata da imponenti complessi montuosi.È una terra di antico popolamento,che vanta una grande tradizione nell'ospitalità:grazie alle sue terme e alle proprietà uniche delle acque di Lèvico Terme,Vetriolo e Roncegno era una rinomata località di vacanza già nell'Ottocento.Oggi,oltre alle terme,vi sono altri motivi per trascorrere una vacanza o anche solo qualche giorno di relax nelle località della Valsugana:la zona offre infatti la possibilità di un profondo contatto con la natura,di fare passeggiate nei boschi,escursioni o trekking in montagna,e di praticare i più svariati sport,dalla vela alla mountain-bike,dal golf al parapendio,dalla canoa all'equitazione.
*1°giorno Mattina Il nostro viaggio inizia da Trento, città piacevolmente provinciale, che conserva il carattere riservato e un po' chiuso delle località di montagna insieme a una vena godereccia che l'accomuna ai centri della pianura o della collina veneta.A differenza di altri centri alpini Trento ha conosciuto una lunga e ricca fioritura rinascimentale, che le ha regalato un aspetto equilibrato e disteso. Le montagne che si affacciano sulla valle dell'Adige (il Bondone, la Paganella, il Calisio) costituiscono la quasi naturale estensione della città, una specie di giardino, di oasi di riposo e svago raggiungibile con l'auto in meno di mezz'ora.Il centro di Trento, essendo in gran parte pedonalizzato, si visita facilmente: facciamo quindi due passi e ci dirigiamo innanzi tutto in Piazza del Duomo.La piazza rappresenta il cuore pulsante della città, un tempo sede del potere religioso e civile, oggi salotto urbano e meta obbligata del passeggio. Vi si affacciano il Duomo, il Palazzo pretorio, la Torre civica, le case Cazuffi e la fontana del Nettuno. Dalla piazza inizia poi Via Belenzani, la strada più aristocratica di Trento. Oltre dalla sua bellezza architettonica, la via è resa piacevole dalla presenza di ristoranti e caffè dove fare una sosta rigenerante. Da qui si raggiunge facilmente un luogo simbolo del capoluogo trentino, che vale la pena visitare: il Castello del Buonconsiglio, importante monumento di origine duecentesca che ospita notevoli esposizioni d'arte.Dopo questa veloce visita a Trento ci addentriamo in Valsugana, in particolare andiamo a Pèrgine, paese sede di un austero castello.
Pomeriggio La storia e l'esistenza stessa di Pèrgine Valsugana s'identificano con il castello in cima al colle del Tegazzo, dal quale si domina l'imbocco della valle del Fersina e una parte dell'alta Valsugana. A partire dal medioevo Pèrgine fu centro minerario collegato con le gallerie d'estrazione della vicina valle dei Mòcheni. La cittadina possiede uno dei più eleganti centri storici del Trentino, in cui sono conservati aspetti del tessuto urbano rinascimentale. In questo contesto merita di essere percorsa la Via Mayer, affiancata da palazzetti rinascimentali e intersecata di vicoli e stradette tipicamente medievali, e di essere visitata la Parrocchiale della Natività, l'edificio più interessante della cittadina. Eretta in forme gotiche nella prima metà del Cinquecento, è affiancata da un bel campanile e mostra una facciata rifatta nell'Ottocento. Nell'interno, a tre navate, sono conservati un prezioso pergamo marmoreo cinquecentesco e alcune lastre tombali della stessa epoca.Da questo piccolo centro il turista può scegliere di fare alcune interessanti escursioni: può infatti decidere di spostarsi con l'auto per qualche chilometro e andare a visitare la stazione termale di Sant'Orsola, oppure muoversi a piedi e fare una salutare e piacevole passeggiata di un paio d'ore che consente di raggiungere quattro piccoli specchi lacustri situati in un gradevole contesto ambientale. Il primo è il lago di Costa, emanazione del secondo, il lago di Canzolino, lungo poco più di mezzo chilometro. A breve distanza segue il lago di Madrano, di appena 5000 m². Il quarto, quello di Pudro, si stende su un'area di 13 ettari, comprendente una torbiera in cui sopravvivono lembi di vegetazione originaria. Un sentiero attrezzato per la visita consente di ammirare l'avifauna che lo popola e la grande varietà di fiori. Dopo una così intensa giornata, ci sistemiamo in albergo a Pèrgine e ci prepariamo per una cena a base dei prodotti tipici della Valsugana.
Sera In questa prima serata andiamo a cena al ristorante "Castel Pèrgine", situato all'interno di un antico maniero all'imbocco della Valsugana, che presenta saloni dall'atmosfera rustica e cucina trentina con antipasti tipici, pasta fatta in casa, selvaggina e tanti funghi.Dopo avere ammirato la maestosità del castello di notte, rientriamo all'albergo "Al Ponte", ubicato in una posizione tranquilla e decentrata, che permette ai visitatori di godere appieno della pace della zona.
*2° giorno Mattina Da Pèrgine continuiamo ad addentrarci in Valsugana e ci spostiamo verso la località di Lèvico Terme. Prima di arrivare nella cittadina termale però, ci fermiamo qualche ora sui due bacini lacustri che si incontrano sulla strada. Il primo è il lago di Caldonazzo, situato a poca distanza dalla borgata omonima, paradiso trentino per quello che riguarda gli sport acquatici: qui si praticano infatti vela, windsurf, pesca, canottaggio, dragon boat, sci d'acqua e, naturalmente, nuoto. Il secondo laghetto che incontriamo è invece quello di Lèvico, bacino che ha avuto origine da uno sbarramento alluvionale e si presenta fortemente inciso nel boscoso paesaggio circostante. Le ripide sponde e l'acqua verde e profonda fanno pensare a un fiordo. Una lingua di terra, larga appena 600 metri, lo divide dal lago di Caldonazzo. Nella riva sudorientale un'area protetta preserva una zona in cui sopravvivono canneti, vegetazione acquatica e animali diventati rari in Trentino.La zona dei laghi, oltre che per gli sport d'acqua, è attrezzata per altre attività fisiche: vi è ad esempio la possibilità di percorrere in mountain bike una lunga pista ciclabile, che da Caldonazzo, lungo il fiume Brenta, porta fino a Grigno, all'estremità orientale della Valsugana trentina.Dopo aver ammirato questi paesaggi naturali, in tarda mattinata ci spostiamo verso la cittadina di Lèvico Terme, dove ci fermeremo per un pranzetto veloce prima di lasciarci andare al relax delle cure termali.
Pomeriggio Un paradiso del benessere alle porte di Trento, nell'alta Valsugana: le terme di Lèvico, immerse in un parco di alberi bellissimi e monumentali, richiamano certe atmosfere mitteleuropee, specialmente nelle linee del Grand Hotel Imperial in stile liberty. Le acque curative, che provengono, attraverso canalizzazioni, da Vetriolo, sono ideali per combattere stress e nevrosi. Grazie alle terme, la località è di antica e prestigiosa tradizione turistica, meta di soggiorni da parte della famiglia imperiale e della nobiltà austriaca. Quando la zona si trasformò nel luogo di soggiorno prediletto di tutte queste personalità si diede origine al Parco delle Terme e al Grand Hotel, allora detto "Stabilimento Nuovo". Con gli oltre 150.000 metri quadrati di superficie il parco è un vero e proprio arboreto, che per la particolare posizione, offre le condizioni favorevoli alla crescita di un gran numero di specie arboree, non solo locali ma anche esotiche. Fra le numerose specie presenti si segnalano in particolare la Sequoia gigante, la Magnolia, il Pino e il Cedro dell'Himalaia, l'Abete del Canada, il Ginkgo Biloba, la Quercia comune e l'Albero dei tulipani. Lèvico ha quindi fama meritata di città giardino: i parchi presenti sono un paradiso di vegetazione e offrono splendide viste sul lago. Per chi non è appassionato solo di natura ma anche di architettura e storia consigliamo una breve sosta in paese per una visita alla Chiesa del Redentore e, un po' più decentrata, alla Chiesa di San Biagio.A una decina di chilometri da Lèvico ma in una zona più montana (a circa 1500 metri di altitudine) sorge un'altra stazione termale di grande prestigio: Vetriolo Terme, dove sorse il primo stabilimento della zona. Solo in seguito le acque furono incanalate fino a Lèvico, dove nacque un nuovo stabilimento. Al turista non rimane quindi che l'imbarazzo della scelta: può decidre di sottoporsi alle benefiche terapie nel centro benessere che preferisce.
Sera Per la cena a Lèvico consigliamo l'Agriturismo "Maso Rosso", in cui si possono degustare genuini prodotti locali come salame del luogo, i deliziosi gnocchetti verdi al burro fuso, la classica polenta con coniglio al forno con contorni freschi, strudel di mele e l'immancabile Parampampoli. Per il pernottamento consigliamo agli amanti del lusso di scegliere tra due splendidi hotel quattro stelle: il Grand Hotel Bellavista e l'Imperial Grand Hotel Terme.
*3° giorno Mattina In quest'ultimo giorno lasciamo Lèvico e proseuiamo il nostro viaggio lungo le rive del Brenta in direzione del Veneto. Il primo paese in cui ci fermiamo è Roncegno, un'altra località termale che si stende sui pendii terrazzati della Valsugana. Dopodiché ci muoviamo verso Borgo Valsugana, un grosso paese del fondovalle posto tra i due anfiteatri di Scurelle e Roncegno. L'abitato è attraversanto dal Brenta e dominato dalla mole verticale del Castello di Telvana, costruzione posta su un soleggiato sperone roccioso, caratterizzata dall'agile e svettante torre alta 26 metri e protetta da una cortina bastionata dalla quale spicca un secondo torrione cinquecentesco. La cittadina presenta anche un'interessante basilica, la barocca Parrocchiale di Santa Maria, risalente alla seconda metà del Seicento. Nella nicchia della facciata, sovrastata da un alto campanile, spicca una statua marmorea quattrocentesca della Madonna col Bambino, proveniente da Venezia. L'interno è arredato in un fastoso stile barocco, con altari riccamente dorati e una profusione di dipinti dal Cinquecento al Settecento. Nei pressi, la gotica Chiesa di San Rocco conserva al suo interno affreschi raffiguranti storie del santo.Per i più intraprendenti e gli amanti dello sport e del trekking, consigliamo di partire da Borgo per escursioni in Val di Sella o al Passo Manghen dove, dopo le fatiche della camminata ci si può fermare per un pranzo al sacco a base dei salumi locali.
Pomeriggio Dopo aver lasciato Borgo Valsugana, proseguiamo il nostro tour della valle e ci muoviamo in direzione di Strigno, paese sorto in una piccola conca circondata dai boschi, da cui si gode dei bei panorami sulla media Valsugana e sulle montagne che la dividono dall'altopiano di Asiago. A un paio di chilometri da questo piccolo centro si trova uno dei manieri trentini meglio conservati, Castel Ivano, imponente costruzione che merita certamente di essere vista. Un'altra cittadina sitauata nelle vicinanze in cui vale la pena soffermarsi qualche ora è Pieve Tesino, posta nel bel mezzo di un paesaggio dolce, verdissimo e ondulato, ottimo punto di partenza per escursioni nelle selvagge montagne che delimitano l'altopiano, i Lagorai e la cima d'Asta.Il paese, famoso per aver dato i natali allo statista Alcide De Gasperi, ha conservato la sua antica struttura medievale nella quale spiccano alcuni edifici nobiliari risalenti al XV e al XVI secolo. Passeggiando tra le vie del centro storico, s'impone all'attenzione la Piazza Maggiore, caratterizzata da una monumentale fontana ottagonale in pietra rossa a mascheroni (XVIII secolo) e dai portici del quattrocentesco palazzo del Vecchio Municipio. Notevole è anche la basilica dell'Assunta: ricostruito a metà del XV secolo, l'edificio mostra bei portali con stipiti e architravi scolpiti.Arrivati qui, e cioè ai margini porientali della Valsugana, il nostro viaggio è giunto al termine, quindi invertiamo la direzione di marcia e torniamo verso Trento, dove ci fermeremo per l'ultima serata nella zona.
Sera Una volta arrivati a Trento e sistemati i bagagli in albergo, andiamo a cena in centro, magari all'"Antica Trattoria Due Mori", locale del 1400 con antiche volte a botte, particolarmente indicato per chi ama i risotti e la tradizione locale, che qui viene rivisitata con creatività in nome della leggerezza.A pochissima distanza dal ristorante c'è la bella e frequentata Via Manci, in cui ci concediamo una passeggiata serale e una rigenerante pausa caffè.
Trasporti Come arrivare
*In auto - Autostrada A22 Modena-Brennero. Uscita Trento centro - Provenendo dal Veneto si può raggiungere il Trentino anche atrraverso la statale 47 della Valsugana, che collega Padova con Trento. - Dalla Lombardia si raggiunge il Trentino con il collegamento autostradale via Brescia-Verona
*In treno - Ferrovia Bologna-Brennero. Stazione di Trento. Per informazioni: telefono FS 1478-88088 - Da Venezia si può raggiungere direttamente Trento via Bassano del Grappa
*In aereo - L'aeroporto "Valerio Catullo" di Verona-Villafranca (telefono: 045-8095611; www.aeroportoverona.it) assicura i collegamenti con le maggiori città dell'Italia centro-meridionale ed europee. - L'aeroporto di Bolzano (telefono: 0471-254070) offre collegamenti giornalieri con Roma, Francoforte e (una volta alla settimana) Napoli
Come muoversi
*Noleggio auto Aeroporto di Verona: - Europcar italia: telefono 045-8600477 - Italy by car: telefono 045-8619023 - Autoservizi Maggiore: telefono 045-8619038 - Hertz Italiana: telefono 045-8619042 - Avis: telefono 045-987571 - Sixt rent a car: telefono 045-8619061
Trento: - Atesina S.p.a.: Via Guglielmo Marconi, 3; telefono 0461-821000 - Avis Autonoleggio: Via del Brennero, 127; telefono 0461-420276 - Buchbinder Rent a car: Via del Brennero, 154; telefono 0461-822341 - Campertours: Corso degli Alpini, 26; telefono 0461-825954 - Europe Line: Via Monsignor Celestino Endrici, 24; telefono 0461-984182 - Eurorent: Piazza Leonardo da Vinci; telefono 0461-231032 - Ferrovie Trento Malè S.p.a.: Via Secondo da Trento, 7; telefono 0461-431111 - Lucca Autonoleggi e Autoriparazioni: Via Livio Druso, 5; telefono 0461-828393 - Secchi Autonoleggio: Via del Capitel, 38; telefono 0461-825509 - Taxibus: località Lamar, 41; telefono 0461-993171
*In treno - La ferrovia della Valsugana collega Trento con i principali centri della valle, Padova e Venezia. Per informazioni: Telefono FS 1478-88088; Internet www.trenitalia.com
*In Autobus Il Trentino possiede un'invidiabile rete di autobus interurbani e urbani. Per informazioni: Atesina S.p.a. Telefono: 0461-983627 Fax: 0461-982435 Internet: www.atesina.it E-mail: atesina@atesina.it
Dove dormire
A Pèrgine Valsugana: *Al Ponte Maso Grillo, 2 Telefono: 0461-531317 Fax: 0461-531288
A Lèvico Terme: *Grand Hotel Bellavista Via Vittorio Emanuele III, 7 38056 Lèvico Terme (TN) Telefono: 0461-706136 Fax: 0461-706474
*Imperial Grand Hotel Terme Via Silvia Domini, 1 38056 Lèvico Terme (TN) Telefono: 0461-706104 Fax: 0461-706350
*Al Sorriso Lungolago Segantini, 14 38056 Lèvico Terme (TN) Telefono: 0461-707029 Fax: 0461-706202
*Ambassador Viale Belvedere, 50 38056 Lèvico Terme (TN) Telefono: 0461-707101 Fax: 0461-707231
*Bellaria Via Selva, 5 38056 Lèvico Terme (TN) Telefono: 0461-706595 Fax: 0461-707600
*Eden Viale Vittorio Emanuele, 18 38056 Lèvico Terme (TN) Telefono: 0461-706103 Fax: 0461-706680
A Trento: *Accademia Vicolo Colico, 4/6 38100 Trento (TN) Telefono: 0461-233600 Fax: 0461-230174
*Buonconsiglio Via Romagnosi, 14 38100 Trento (TN) Tel: 0461-272888 Fax: 0461-272889
*Grand Hotel Trento Via Alfieri, 1/3 38100 Trento (TN) Telefono: 0461-271000 Fax: 0461-271001
*Albermonaco Via Torre d'Augusto, 25 38100 Trento (TN) Telefono: 0461-983060 Fax: 0461-983681
*America Via Torre Verde, 50 38100 Trento (TN) Telefono: 0461-983010 Fax: 0461-230603
*Everest Corso Alpini, 14 38100 Trento (TN) Telefono: 0461-825300 Fax: 0461-824527
*Villa Fontana Via Frantelli Fontana, 11 38100 Trento (TN) Telefono: 0461-829800 Fax: 0461/829759
*Villa Madruzzo Via Ponte Alto, 26 38050 Trento (TN) Telefono: 0461-986220 Fax: 0461-986361
*Capitol Via Soprasnoasso, 32 38014 Trento (TN) tel: 0461/993232 - fax: 0461/994424
*Montana Vason, 84 38040 Trento (TN) Telefono: 0461-948200 Fax: 0461-948177
*Adige Via Pomeranos, 10 38060 Trento (TN) Telefono: 0461-944545 Fax: 0461-944520
*Aerhotel Via Lidorno Aeroporto Gianni Caproni 38100 Trento (TN) Telefono: 0461-944999 Fax: 0461-944880
Dove mangiare
A Trento: *Lo Scrigno del Duomo Piazza del Duomo, 29 38100 Trento (TN) Telefono: 0461-220030 Fax: 0461-235289
*Osteria a le Due Spade Via Don Arcangelo Rizzi, 11 38100 Trento (TN) Telefono: 0461-234343
*Antica Trattoria Due Mori Via San Marco, 11 38100 Trento (TN) Telefono: 0461-984251 Fax: 0461-984251
*Chiesa Via Marchetti (Parco San Marco), 9 38100 Trento (TN) Telefono: 0461-238766 Fax: 0461-986169
*Le Tirabouchon Via Milano, 148 38100 Trento (TN) Telefono: 0461-261456 Fax: 0461-260707
A Pèrgine Valsugana: *Castel Pèrgine Via al Castello, 10 38057 Pèrgine Valsugana (TN) Telefono: 0461-531158 Fax: 0461-531329
*Ca' Rossa 38057 Pèrgine Valsugana (TN) Telefono: 0461-511100 Fax: 0461-539704
A Lèvico Terme: *Agriturismo Maso Rosso Frazione Selva 38056 Lèvico Terme (TN) Telefono: 0461-707379
*Boivin Via Garibaldi, 7 38056 Lèvico Terme (TN) Telefono: 0461-701670
*Prime Rose Parco Belvedere, 4 38056 Lèvico Terme (TN) Telefono: 0461-706410 Fax: 0461-707922
*Scaranò Via per Vetriolo, 106 38056 Lèvico Terme (TN) Telefono: 0461-701733 Fax: 0461-706810
A Borgo Valsugana: *Trattoria Alpina Via Volpi, 1 Telefono: 0461-753706
*Ristorante Club 44 Via undici febbraio, 1 Telefono: 0461-751102




Prodotti
Baldonazzi e Ciuga Tra il ricco assortimento di salumi che il Trentino presenta è d'obbligo citarne due veramente caratteristici: i Baldonazzi e la Ciuiga.I Baldonazzi sono impasti di sangue di maiale caldo, mescolato per non farlo raggrumare, con aggiunta di noci tritate, farina, sale, strutto, latte e pepe. Il tutto viene introdotto in budella e legato alle estremità. A questo punto il preparato viene lessato e, una volta cotto, gustato con la polenta. La Ciuiga è invece un salame povero consumato nel periodo che va da Ognissanti a Pasqua. E' composto da rape bollite e da carne di scarto del maiale (testa, cuore, polmoni). Importante è l'affumicatura per asciugare il salame e garantire un maggiore periodo di conservazione.Generalmente avviene per mezzo di un fuoco alimentato da rami di ginepro.
Mele Le mele, frutto simbolo del Trentino, vengono coltivate in moltissime zone, ma quella più famosa per la loro produzione è la Valle di Non. Le qualità più diffuse sono la Renetta Canada, una delle più antiche e adatta alla preparazione di dolci; la Golden Delicious, la più conosciuta a livello europeo, dal sapore dolce ed aromatico; la Red Delicious, classica "mela di Biancaneve", indicata anche nelle diete dei diabetici perchè ricca di fruttosio.Questi frutti sono sottoposti a controlli di qualità particolarmente rigorosi, garantiti da specifici regolamenti di autodisciplina varati dall'Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini. Solo le mele che rispettano questi requisiti possono avvalersi del marchio delle mele del Trentino, un marchio che ne difende la qualità e l'origine.
Parampampoli Bandiera del Rifugio Crucolo, in Valsugana, il Parampampoli è una bevanda servita alla fiamma le cui origini si perdono nel tempo e che bevuta in compagnia rende più gioiose le ore trascorse insieme. È un liquore aromatico ottenuto con la mescolanza di grappa, caffè, vino, zucchero caramellato, che si presenta fiammeggiante nelle caratteristiche tazzine.Il Parampampoli si prepara così: dopo aver agitato la bottiglia, versare la quantità desiderata in un pentolino e, a fuoco vivace, portarla ad ebollizione. All’apparire delle prime bolle, dare fuoco al Parampampoli con un fiammifero e, mescolando dolcemente, servirlo ancora fiammeggiante in robuste tazzine.
Specialità
*Canederli in brodo Sebbene siano un piatto importato dalla cucina altoatesina, i canederli hanno trovato in Trentino una loro peculiare espressione. Si presentano più piccoli, meno grassi dei knödel, e composti esclusivamente da pane bianco. Tre le più conosciute varianti: quelli di fegato e milza, quelli di formaggio morbido ed erba cipollina. Una piccola curiosità: nel 1990 sull'altopiano di Piné sono stati preparati 12.600 canederli, allo scopo di fare entrare l'iniziativa nel Guinness dei primati. Il tutto per la gioia dei turisti ai quali sono state distribuite queste prelibatezze a fine giornata. *Strudel Dolce tirolese di fama mondiale, lo strudel è una presenza immancabile in tutte le pasticcerie della regione. Il termine Strudel in tedesco sta per "gorgo", ossia qualcosa che gira su se stesso, come la delicata pasta di questo dolce ripieno di mele e uva sultanina.Ad oggi esistono numerose varianti allo strudel di mele classico, sia per quanto riguarda il ripieno, sia per le differenti qualità di pasta. La mela, il pinolo, l'uvetta ammorbidita nella grappa o nel rhum, lo zucchero, la cannella come spezia principale e a volte qualche noce, possono costituire il morbido composto.Un'altra variante è rappresentata dalla pasta esterna, che può essere semplice pasta frolla o pasta sfoglia vera e propria.
Vini
*Trento Spumante L'introduzione delle tecniche di produzione dello Spumante in Italia si deve a Giulio Ferrari, che nel 1902 importò quello che aveva appreso durante i suoi soggiorni in Francia, nella regione della Champagne.Lo Spumante di Trento ha ottenuto la DOC nel 1993 ed è comunemente indicato con l'etichetta "Metodo Classico". La parte del leone nella produzione di spumante la fanno la Ferrari e la Cavit negli stabilimenti alla periferia della città.Dopo la prima fermentazione in vasche d'acciaio, il vino viene imbottigliato nella classica "sciampagnotta" con aggiunta di zucchero e lieviti. Si ottiene così la seconda fermentazione che produce la spuma. Dopo 24 mesi di riposo i sedimenti dei lieviti si raccolgono nel collo e vengono congelati. Viene poi eseguito lo "stappo" e la parte congelata fuoriesce grazie alla pressione. Infine si rabbocca la bottiglia con zucchero e vino e la si chiude con il tipico tappo imbrigliato nella gabbietta. Abbinamento Piatti leggeri; perfetto anche come aperitivo *Teroldego Rotaliano L'origine dell'uva Teroldego è incerta, alcuni esperti ritengono sia una varietà formatasi sulle colline trentine nella zona di Sorni, altri ricordano l'esistenza di un'uva veronese, detta Terodola. Si tratta di un vino già in uso durant il concilio di Trento (1545). Lo storiografo toscano Michelangelo Mariani, nella cronaca pubblicata nel 1673, oltre a parlare delle vicende conciliari ha lasciato una vivace descrizione dei "Vini Teroldeghi", che definisce "liquori di delicia, rari", che sono "così detti dall'uva", cioè dal nome del vitigno. Il quale nasce quasi certamente dalla località Teroldeghe del comune di Mezzolombardo. Curiosa, ma nulla più, è l'assonanza con Tiroler Gold, "l'oro del Tirolo", nome con cui il vino veniva chiamato alla corte di Vienna. La DOC è arrivata nel 1971 con la dizione di Teroldego Rotaliano, limitando la zona di produzione alla sola porzione della Piana Rotaliana compresa entro i territori dei comuni di Mezzolombardo, Mezzocorona e nella frazione Grumo di San Michele d'Adige. È singolare che tentativi di coltivare il Teroldego al di fuori di quest'area non abbiano dato risultati di qualità apprezzabili, il che conferma che la qualità di questo vino è strettamente connessa con la zona di produzione. Abbinamento Vino da tutto pasto. Nei tipi Superiore e Riserva predilige arrosti di carni rosse, selvaggina, formaggi stagionati.
Mai,non mollare mai,se non ce la fai,tieni duro e aspetta quel momento prima o poi,finch� vita avrai,non mollare mai,manda avanti il cuore che domani vincerai!
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